{"id":122836,"date":"2025-08-08T05:19:54","date_gmt":"2025-08-08T05:19:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=122836"},"modified":"2026-01-15T18:59:58","modified_gmt":"2026-01-15T18:59:58","slug":"la-famiglia-e-il-palazzo-rezzonico-a-san-barnaba-nel-sestiere-di-dorsoduro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=122836","title":{"rendered":"La famiglia e il palazzo Rezzonico a San Barnaba, nel Sestiere di Dorsoduro"},"content":{"rendered":"\r\n<h3>La famiglia e il palazzo Rezzonico a San Barnaba, nel Sestiere di Dorsoduro<\/h3>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il palazzo che fu dei <strong>Rezzonico<\/strong> sorge sul Canale Grande allo sbocco del <em>Rio de San Barnaba<\/em>, uno tra i canali veneziani pi\u00f9 caratteristici e pittoreschi sul quale si profilano tre vecchi campanili; quello di <em>San Barnaba<\/em> in cotto con guglia a cono del Trecento, quello secentesco di <em>Santa Maria del Carmine<\/em> e l&#8217;altro di <em>San Samuele<\/em>, oltre il canale, originale fabbrica veneto bizantina del dodicesimo secolo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il palazzo imponente e monumentale costruzione, iniziata da <strong>Baldassare Longhena<\/strong> verso la met\u00e0 del Seicento per i patrizi <strong>Priuli Bon<\/strong>, fu innalzato soltanto allora fino al piano nobile, ma acquistato dai <strong>Rezzonico<\/strong> nel 1745 essi aggiunsero al palazzo l&#8217;ultimo piano su progetto di <strong>Giorgio Massari<\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu in questo nuovo lavoro che avvenne una terribile sciagura; quatro operai e un capo mastro, <strong>Giuseppe Pedolo<\/strong>, stavano il 5 agosto 1746 sopra un ponte di assi mettendo a posto un pesante cornicione di marmo sulla sommit\u00e0 del palazzo quando, forse a causa delle vecchie funi, precipit\u00f2 il ponte trascinando nella caduta gli operai e il capomastro, il disastro si concluse con tre morti, un ferito gravemente, il <strong>Giuseppe Pedolo<\/strong>, che moriva dopo tre giorni, e un operaio pure ferito ma che guariva dopo qualche tempo con il sacrificio della gamba destra: la famiglia <strong>Rezzonico<\/strong> addolorata per l&#8217;accaduto destin\u00f2, con magnificenza regale, cinquecento ducati alle famiglie di ciascuno degli operai defunti, milleduecento per quella del capomastro e quattro ducati mensili per l&#8217;unico superstite.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;atto generoso dei <strong>Rezzonico<\/strong> venne accolto con simpatia dalla casta patrizia, con entusiasmo dal popolo; era una famiglia ricca, buona, liberale; dava splendide feste e regali al popolo di cibarie e di soldi e nell&#8217;allestimento del nuovo palazzo eveva speso somme ingenti, tanto era stato il lusso magnifico degli arredi, degli arazzi, delle decorazioni, specialmente pittoriche, tra le quali gli affreschi di <strong>Giambattista Tiepolo<\/strong>, meravigliose composizione allegoriche del suo genio creativo. La famiglia giunse all&#8217;apogeo della gloria quando <strong>Carlo Rezzonico<\/strong>, vescovo di Padova e cardinale, venne eletto pontefice il 16 luglio 1758 con il nome di <strong>Clemente XIII<\/strong> successore al defunto papa <strong>Benedetto XIV<\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica in quel tempo era in grave questione con la Curia romana a cagione di un decreto senatoriale con il quale essa vietava di dare esecuzione a bolle, patenti, brevi, rescritti e a qualsiasi atto ecclesiastico se prima non fosse stato riveduto e licenziato dal Collegio veneziano. Papa <strong>Benedetto<\/strong> si oppose al decreto e da quasi due anni la grossa questione si dibatteva tra Roma e Venezia, quando l&#8217;assunzione al trono del <strong>Rezzonico<\/strong> modific\u00f2 la controversia: una lettera conciliativa papale pregava di abolire il decreto, pur mantenendo il diritto &#8220;<em>dell&#8217;exequatur<\/em>&#8220;, ossia della approvazione da parte della Serenissima di alcuni atti d&#8217;indole elettiva provenienti da Roma. Il Senato accett\u00f2 la proposta a pieni voti, e furono feste e cerimonie solenni non solo per l&#8217;esaltazione a pontefice di un patrizio veneto, ma anche per il tatto politico del nuovo eletto che dimostrava un grande amore per la sua patria e un rispetto non comune alle sue leggi.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La Republica elesse procuratore di San Marco sier <strong>Aurelio<\/strong>, fratello del pontefice, e cavaliere, stola d&#8217;oro, <strong>Lorenzo<\/strong> nipote del sommo gerarca, ma le feste furono turbate dalla morte di <strong>Vittoria Barbarigo<\/strong>, madre di <strong>Clemente<\/strong>, avvenuta il 29 luglio, dopo solo tredici giorni dall&#8217;elezione del figlio al trono pontificio.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I funerali furono solenni a spese dello stato: dal <em>palazzo Rezzonico<\/em>, che il popolo chaimava &#8220;<em>del pap<\/em>a&#8221;, fino alla sponda apposta del Canal Grande fu costruito un ponte di legno su barche e su questo pass\u00f2 il corteo, un corteo mai visto per ricchezza di ceri, di pennelli, di ordini religiosi, di confraternite, di scuole, di patrizi, il quale per la piazza San Marco condusse la salma alla chiesa dei Mendicanti dove i <strong>Rezzonico<\/strong> avevano le tombe di famiglia.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Papa <strong>Clemente<\/strong> regal\u00f2 alla Repubblica nel 1761 la &#8220;<em>Rosa d&#8217;oro<\/em>&#8221; che fu messa nel Tesoro di San Marco, e per onorare la sua citt\u00e0 natale innalz\u00f2 all&#8217;onore degli altari il patrizio <strong>Girolamo Emiliani<\/strong>, e volle che il monastero di Santa Caterina divenisse abbazia con le insegne e gli onori.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1769 il palazzo &#8220;<em>del papa<\/em>&#8220;, accolse per una spledida festa l&#8217;imperatore <strong>Giuseppe<\/strong> secondo e fu la pi\u00f9 grande festa che vide la Repubblica nei suoi ultimi anni.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultimo rampollo dei <strong>Rezzonico<\/strong> fu il patrizio <strong>Abbondio<\/strong> che lasci\u00f2 il palazzo ai nipoti, figli della sorella <strong>Quintilla<\/strong> maritata a <strong>Lodovico Widmann<\/strong> i quali lo vendettero ai Gesuiti e da questi pass\u00f2 ai Reali di Spagna, per essere poi comperato nel 188 dal poeta inglese <strong>Robert Browning<\/strong> che vi mor\u00ec un anno dopo. Oggi appartiene al Comune di Venezia. (1)<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 18 dicembre 1930.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La famiglia e il palazzo Rezzonico a San Barnaba, nel Sestiere di Dorsoduro Il palazzo che fu dei Rezzonico sorge sul Canale Grande allo sbocco del Rio de San Barnaba, uno tra i canali veneziani pi\u00f9 caratteristici e pittoreschi sul quale si profilano tre vecchi campanili; quello di San Barnaba in cotto con guglia a [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":126313,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[282,4335,9],"tags":[4903,1163,171],"class_list":{"0":"post-122836","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-famiglia","8":"category-giovanni-malgarotto","9":"category-palazzi","10":"tag-https-www-conoscerevenezia-it-p122836","11":"tag-parrocchia-dei-carmini","12":"tag-sestiere-di-dorsoduro"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC_4532.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/122836","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=122836"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/122836\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":124972,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/122836\/revisions\/124972"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/126313"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=122836"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=122836"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=122836"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}