{"id":122614,"date":"2025-07-04T05:35:57","date_gmt":"2025-07-04T05:35:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=122614"},"modified":"2025-07-04T05:35:59","modified_gmt":"2025-07-04T05:35:59","slug":"la-famiglia-e-il-palazzo-bernardo-nel-sestiere-di-san-polo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=122614","title":{"rendered":"La famiglia e il palazzo Bernardo, nel Sestiere di San Polo"},"content":{"rendered":"\n<h3>La famiglia e il palazzo Bernardo, nel Sestiere di San Polo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salendo il <em>Ponte Bernardo<\/em>, dalla <em>Calle del Scaleter<\/em> a Sant&#8217;Agostino, si presenta la poderosa e ricca facciata del <em>palazzo Bernardo<\/em>; interessante esempio di palazzo archiacuto veneziano del periodo gotico della seconda met\u00e0 del Quattrocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia <strong>Bernardo<\/strong> era venuta nelle lagune dalla Marca Trevisana quando nell&#8217;Estuario vigevano ancora i Tribuni e abbiamo memoria dalle cronache del tempo, che un <strong>Domenico Bermardo<\/strong> fu nella elezione ducale di <strong>Teodato Ipato<\/strong> avvenuta nel 742 un serio concorrente per la sua ricchezza, bont\u00e0 e coltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse sier <strong>Bernardo<\/strong> era uno dei patrizi pi\u00f9 colti di quei tempi remoti, ma non tralignarono i suoi discendenti poich\u00e9 verso il mille e cento un suo parente, sier <strong>Gasparo<\/strong>, con <strong>Piero Orio&nbsp;<\/strong>e <strong>Vitale Micheli<\/strong>, ebbe l&#8217;alto onore di accompagnare l&#8217;imperatore <strong>Enrico IV<\/strong> nella sua visita che fece a Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1303 un <strong>Francesco Bernardo<\/strong> era capitano di una galera vittoriosa nella battaglia contro <strong>Andronico<\/strong> imperatore di Costantinopoli e un secolo dopo un <strong>Giovanni<\/strong>, mercanteggiando in Inghilterra, veniva da <strong>Enrico VI<\/strong> creato cavaliere per la sua bravura e perspicacia negli affari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi anni del Cinquecento, la famiglia patrizia dei <strong>Bernardo<\/strong> aveva lasciato la mercatura e qualche suo membro si era data alle lettere come <strong>Gian Marco Bernardo<\/strong> autore di un romanzo pastorale dal titolo &#8220;<em>La zotica<\/em>&#8220;, accolto con favore dal ceto patrizio e preferito specialmente dalle nobildonne per le sue avventure d&#8217;amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fratello del letterato era <strong>Pietro Bernardo<\/strong>, un tipo stravagante di patrizio, che raggiunse il sommo della bizzaria nel suo testamento, compilato nel 1515 con il quale prescriveva che il suo cadavere, lavato nell&#8217;aceto pi\u00f9 puro e profumato di muschio, fosse posto in una cassa grande di piombo, tutta piena di aromi, e questa in un&#8217;altra di cipresso bene impeciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voleva ancora lo strambo patrizio che su l&#8217;arca marmorea, del costo di seicento ducati, si descrivessero le gesta della sua vita in otto esametri, leggibili alla distanza di venticinque piedi, circa sette metri e mezzo, pagando al poeta uno zecchino per ogni coppia di versi, e che pure a venticinque piedi di distanza apparisse, come quella di un uomo di grandi proporzioni, la sua effige in marmo. Lasciava poi altri legati perch\u00e9 in un poema di ottocento versi fosse celebrata la famiglia <strong>Bernardo<\/strong>, e perch\u00e9 venti frati, dinanzi alla sua urna recitassero, nella prima domenica di ogni mese, alla scialba luce dell&#8217;aurora, salmi e preghiere, ma i salmi per lui composti dovevano essere ad imitazione di quelli Davidici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sier <strong>Pietro Bernardo<\/strong> mor\u00ec nel 1538 e non tutte queste sue volont\u00e0 furono scrupolosamente eseguite, ma nella chiesa dei Frari, dove egli venne sepolto, a destra del portale d&#8217;ingresso, gli si eresse il monumento di semplice e incomparabile eleganza, tardo lavor di <strong>Tullio Lombardo<\/strong>, con le tre bellissime statue terminali di Ges\u00f9, di San Pietro e del defunto genuflesso, ma senza i versi ordinati dal testamento, i famosi otto esametri laudativi, mentre i figli di <strong>Pietro<\/strong>, <strong>Girolamo<\/strong> e <strong>Lorenzo<\/strong>, riposano nella cappella di ca&#8217; Bernardo a destra dell&#8217;altare Maggiore, in una grande urna pensile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1662 un <strong>Alvise Bernardo<\/strong> venne bandito in perpetuo da Venezia per relazioni illecite con una monaca del monastero di San Lorenzo, e dodici anni pi\u00f9 tardi sier <strong>Marino<\/strong>, colpevole d&#8217;insulti e di una lieve ferita di pugnale al patrizio <strong>Girolamo Bollani<\/strong>, incontrato nel cortile del Palazzo Ducale, veniva condannato a due anni nella prigione Orba e cinque anni di confine nell&#8217;isola di Zante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla caduta della repubblica, della nobile famiglia <strong>Bernardo<\/strong> non rimanevano che due fratelli, <strong>Francesco<\/strong> e <strong>Zuane<\/strong>; quest&#8217;ultimo ammogliato con tale <strong>Regina Dilotti<\/strong> di Bergamo dalla quale ebe un figlio, <strong>Marco Alvise<\/strong>, e con questi si estinse nel 1868 la famiglia patrizia dei <strong>Bernardo<\/strong>, una fra le pi\u00f9 antiche, se non tra le pi\u00f9 grandi, famiglie della Serenissima. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 10 marzo 1932.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La famiglia e il palazzo Bernardo, nel Sestiere di San Polo Salendo il Ponte Bernardo, dalla Calle del Scaleter a Sant'Agostino, si presenta la poderosa e ricca facciata del palazzo Bernardo; interessante esempio di palazzo archiacuto veneziano del periodo gotico della seconda met\u00e0 del Quattrocento. 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