{"id":122418,"date":"2025-05-30T05:49:42","date_gmt":"2025-05-30T05:49:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=122418"},"modified":"2025-05-30T07:18:36","modified_gmt":"2025-05-30T07:18:36","slug":"la-famiglia-e-il-palazzo-gussoni-a-santa-fosca-nel-sestiere-di-cannaregio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=122418","title":{"rendered":"La famiglia e il palazzo Gussoni a Santa Fosca, nel Sestiere di Cannaregio"},"content":{"rendered":"\n<h3>La famiglia e il palazzo Gussoni a Santa Fosca, nel Sestiere di Cannaregio<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che la piccola <em>chiesa di Santa Sofia<\/em>, a met\u00e0 circa della <em>Strada Nova<\/em>, sia stata costruita dalla famiglia <strong>Gussoni<\/strong> verso il 1025, famiglia patrizia di origine Bellunese arricchita con la mercatura e venuta a Venezia alla fine del secolo ottavo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia nel principio del Cinquecento era divisa in due rami, quello di Santa Fosca e quello di San Vidal: il primo faceva costruire il palazzo a Santa Fosca dopo il <em>Rio de Noal<\/em> sul Canale Grande, l&#8217;altro ramo invece il palazzo dirimpetto alla Carit\u00e0, divenuto nell&#8217;Ottocento propriet\u00e0 dei <strong>Franchetti<\/strong> acquistato dopo dall&#8217;Istituo Federale di Credito per il Risorgimento delle Venezie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il pi\u00f9 bello nel Cinquecento era il palazzo del ramo di Santa Fosca, costruito da <strong>Marco Gussoni<\/strong> figlio di <strong>Andrea<\/strong> su disegno di <strong>Michele Sammichieli<\/strong>, con la bella facciata animata dai famosi freschi, ora quasi del tutto scomparsi, di <strong>Jacopo Tintoretto<\/strong> rappresentanti l&#8217;Aurora e il Crepuscolo, magnifica ispirazione tolta in gran parte dalle creazioni michelangiolesche delle tombe mediceee. Il cortile era uno splendore con la sua monumentale &#8220;<em>vera da pozzo<\/em>&#8220;, la scala scoperta a due rampe e gli affreschi sulle mura di <strong>Giambattista Zelotti<\/strong>, uno dei valenti collaboratori di <strong>Paolo Veronese<\/strong>; le sue sale erano quasi una ricca galleria di quadri fra cui primeggiavano i tre grandi pittori del tempo: il <strong>Tiziano<\/strong>, il <strong>Veronese<\/strong>, il <strong>Tintoretto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai poggiuoli del <em>palazzo Gussoni<\/em> l&#8217;arciduca <strong>Carlo d&#8217;Austria<\/strong>, fratello dell&#8217;imperatore <strong>Massimiliano<\/strong>, assistette ad una ragata datasi in suo onore il 17 maggio dell&#8217;anno 1569 e la cronaca <strong>Agostini<\/strong> si tale festa contiene dei curiosi particolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Le regate, furono tre, si partivano da sant&#8217;Antonio<\/em>&#8220;, la chiesa che stava al limite estremo verso Sant&#8217;Elena degli attuali pubblici Giardini, &#8220;<em>et andavano fino a santa Croce giramdosi attorno di una zattera et venivano poi per mezzo li Gussoni al ponte di Noale dove vi era l&#8217;arciduca a vedere lo spettacolo et ivi in mezzo del canale vi era un palo con due bandiere sopra et chi primo spiantava la prima bandiera era primo del palo et chi la seconda secondo, e questo bagordo dur\u00f2 sin a notte. Et fu speso in quella regate pi\u00f9 di ducati trecento<\/em>&#8220;. Col calare della sera il palazzo venne tutto illuminato a candeke e tante erano che pareva &#8220;<em>un grande fuog<\/em>o&#8221;, mentre nelle sue sale dozzine di servi recavano rinfreschi, dolci, frutta, bevande in recipienti d&#8217;argento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1668 il cavaliere <strong>Vincenzo Gussoni<\/strong> fond\u00f2 nel palazzo l&#8217;accademia Delfica, chiamata anche Gussonia, un&#8217;accademia di musica e canto che sorse ben presto in gran fama nel mondo patrizio. E furono feste mussuose e banchetti e balli magnifici in cui se ne and\u00f2 la pi\u00f9 gran parte delle richezze di <em>casa Gussoni<\/em>, finch\u00e9 nel 1731 si aggiunse anche lo scandalo e fu scandalo grave con intervento della magistratura veneziana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultimo rampollo del ramo <strong>Gussoni<\/strong> di Santa Fosca era il senatore <strong>Giulio<\/strong>, ammogliato con <strong>Faustina Lazzari<\/strong> e aveva una figlia diciotenne la bellissima <strong>Giustiniana<\/strong>, una bellezza formosa che ricordava le bionde madonne tizianesche. Innamoratasi del conte <strong>Francesco Tassis<\/strong> di Bergamo, fugg\u00ec con l&#8217;amante riparando a Mantova; il Consiglio dei Dieci bandiva capitalmente il conte con taglia di seicento ducati e il padre malediceva la figlia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro anni dopo il conte <strong>Francesco<\/strong> moriva esausto dai bagordi e <strong>Giustiniana<\/strong> nel 1736 si maritava con un <strong>Pietro Martire Curti<\/strong>, vicentino, ma il nuovo amore fu breve poich\u00e8 a soli ventisette anni, nel 1739, finiva i suoi giorni e la madre, ornmai vedova del senatore <strong>Giulio<\/strong>, la faceva seppellire nella chiesa degli Scalzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Faustina Lazzari<\/strong> con suo testamento in data 16 febbraio 1747 lasci\u00f2 il palazzo al fratello <strong>Giovanni Lazzari<\/strong> e <strong>Marin Minio<\/strong> e in mancanza di questi alla casa professa dei Gesuiti di Venezia.Per questa ultima clausola, morta <strong>Faustina,<\/strong> <strong>Giovanni Lazzari<\/strong> fece lite ai Gesuiti e la vinse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec il palazzo nel 1798 pass\u00f2 ai <strong>Minio<\/strong> che lo vendettero nello stesso anno a <strong>Benedetto Grimani<\/strong>. Nel 1816 il famoso palazzo dei <strong>Gussoni<\/strong> venne comperato da un ebreo tale <strong>Dalla Vida<\/strong>, e fu questo il primo ebreo che acquist\u00f2 un palazzo patrizio sul Canal Grande. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 13 settembre 1929.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La famiglia e il palazzo Gussoni a Santa Fosca, nel Sestiere di Cannaregio Si dice che la piccola chiesa di Santa Sofia, a met\u00e0 circa della Strada Nova, sia stata costruita dalla famiglia Gussoni verso il 1025, famiglia patrizia di origine Bellunese arricchita con la mercatura e venuta a Venezia alla fine del secolo ottavo. 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