{"id":121725,"date":"2025-04-23T05:53:04","date_gmt":"2025-04-23T05:53:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=121725"},"modified":"2025-04-23T05:53:05","modified_gmt":"2025-04-23T05:53:05","slug":"le-cappuccine-di-santa-maria-del-pianto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=121725","title":{"rendered":"Le Cappuccine di Santa Maria del Pianto"},"content":{"rendered":"\n<h3>Le Cappuccine di Santa Maria del Pianto<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal <em>Campiello de Santa Giustina<\/em>, chiamato anche della <em>Barberia<\/em> perch\u00e9 attiguo alla <em>Barbaria de le Tole<\/em>, corre una calle lunga e stretta che sbocca sulle <em>Fondamente Nove,<\/em> detta la <em>Calle de le Capucine<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra tanti ordini di monache che germogliavano a Venezia tra il Quattro e il Cinquecento sorse anche l&#8217;ordine delle Cappuccine, fondato da una tale <strong>Anzola Grasso<\/strong>, della contrada di Santa Marina, che raccolse presso l&#8217;oratorio della <em>Fava<\/em> tre o quattro donne che, come lei, volevano darsi a vita religiosa; da quel sito si trasferivano poi in una casa vicina all&#8217;ospedaletto di San Giovanni e Paolo, emigrando in seguito nella parrocchia di San Ternita. Cresciute di numero, costruirono un piccolo monastero nella <em>Fondamenta Quintavalle<\/em> a San Pietro di Castello, ma dopo qualche tempo passarono in <em>Campo San Girolamo<\/em> dirimpetto la chiesa, donde nel 1659 alcune di esse pi\u00f9 irrequite delle colleghe si recarono ad abitare un vecchio convento abbandonato in <em>Calle de le Capucine<\/em> congiunto alla Chiesa di Santa Maria del Pianto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora le <em>Fondamente Nove<\/em>, costruite e selciate nel 1589 sotto il dogado di <strong>Pasquale Cicogna<\/strong>, avevano una tradizione di grande salubrit\u00e0, si diceva che nelle varie pestilenze veneziane nessun caso fosse scoppiato lungo le sue rive e forse questa tradizione salubre non fu l&#8217;ultima causa di quel parziale trasferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi la chiesetta era bella e il panorama magnifico, dalle finestre del convento l&#8217;occhio spiazzava su tutta la tranquilla laguna settemtrionale, quasi di contro aveva le ridenti isole di Murano, San Michele e San Cristoforo; a destra il verde di San Francesco del Deserto, delle Vignole, del litorale del Lido; a sinistra Campalto e lontano, sull&#8217;orizzonte, il caratteristico profilo delle Prealpi cadorine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiesa era stata inalzata per un voto del Senato fatto in occasione dela famosa guerra di Candia e la prima pietra fu posta nel settembre del 1647 con l&#8217;intervento del doge <strong>Francesco Molin;<\/strong> il disegno, dicono alcuni cronisti, \u00e8 di <strong>Baldassare Longhena<\/strong>, altri invece l&#8217;attribuiscono a <strong>Francesco<\/strong>, figlio di <strong>Bernardino Conti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il voto ebbe origine cos\u00ec: imperversava la guerra contro il turco nell&#8217;isola di Candia, quando la badessa <strong>Maria Benedetta Rossi<\/strong>, monaca <em>Servita<\/em> del convento di Santa Chiara in Murano, narr\u00f2 alla Signoria che mentre era in preghiera dinnanzi l&#8217;altar maggiore della sua chiesa le apparve la Madonna dicendole: &#8220;<em>San Marco haver\u00e0 razon de li turchi si la Signoria far\u00e0 un voto a mio honer<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notizia della visione si sparse subito per la citt\u00e0, le notizie che giungevano da Candia non erano buone e il Senato per tagliare corto alle tante dicerie che serpeggiavano tra il popolo decret\u00f2 di alzare in quel lembo solitario di Venezia una chiesa dedicandola a Santa Maria del Pianto, quasi funesta previsione che quella querra gli avrebbe costato milioni di ducati e nella titanica lotta ne sarebbe stata scossa la potenza della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiesa sorse a pianta ottagonale, adorna di sette altari, ricca di statue e di pitture tra le quali la gran pala &#8220;<em>La deposizione della Croce<\/em>&#8221; e &#8220;<em>La Crocifissione di San Pietro<\/em>&#8221; di <strong>Luca Giordano<\/strong> detto &#8220;<em>Lucca fa presto<\/em>&#8220;, celebre, fecondo e rapido pittore, oggi conservate nella nostra Accademia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finch\u00e8 dur\u00f2 la guerra di Candia, e furono venticinque anni di feroci battaglie, la Signoria vistava la chiesa in uno dei primi giorni di luglio, accolta festosamente dalle suore Cappuccine, ma con la perdita di Candia l&#8217;uso decadde e la Madonna del Pianto fu abbandonata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla monache Cappuccine subentrarono, nel Settecento, le monache Servite, finch\u00e9 nel principio dell&#8217;Ottocento il convento venne soppresso, serrata la chiesa, disperso il suo patrimonio d&#8217;arte, devastata nei marmi, perfino rubati gli altari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu riaperta dall&#8217;abate <strong>Daniele Canal<\/strong> e restaurata insieme al convento; dei sette altari soltanto tre furono ritrovati, l&#8217;altare maggior e i due laterali, e nel 1851 il <strong>Canal<\/strong> fond\u00f2 un Istituto di Educazione. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO. 4 settembre 1930<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le Cappuccine di Santa Maria del Pianto Dal Campiello de Santa Giustina, chiamato anche della Barberia perch\u00e9 attiguo alla Barbaria de le Tole, corre una calle lunga e stretta che sbocca sulle Fondamente Nove, detta la Calle de le Capucine. 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