{"id":120494,"date":"2025-03-21T06:45:06","date_gmt":"2025-03-21T06:45:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=120494"},"modified":"2025-07-10T12:58:00","modified_gmt":"2025-07-10T12:58:00","slug":"andrea-odoni-un-mercante-artista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=120494","title":{"rendered":"La famiglia e il palazzo Odoni, Andrea Odoni un mercante artista"},"content":{"rendered":"\n<h3>La famiglia e il palazzo Odoni, Andrea Odoni un mercante artista<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia <strong>Odoni<\/strong> era venuta a Venezia nella seconda met\u00e0 del Quattrocento e ben presto con l&#8217;attivit\u00e0 e il fiorente commercio delle spezie poteva accumulare un vistoso patrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Messer <strong>Andrea<\/strong>, capo della famiglia nel 1536, se era fatta costruire una casa in una delle parti pi\u00f9 solitarie e pi\u00f9 tranquille di Venezia, a <em>San Nicola da Tolentino<\/em>, sulla <em>Fondamenta Minotto<\/em> dal nome di una <span class=\"fontstyle0\">famiglia, giusta <\/span><span class=\"fontstyle0\">l\u2019<\/span><span class=\"fontstyle0\">opinione <\/span><span class=\"fontstyle0\">di alcuni, <\/span><span class=\"fontstyle0\">venuta da Roma, <\/span><span class=\"fontstyle0\">e, <\/span><span class=\"fontstyle0\">giusta quella <\/span><span class=\"fontstyle0\">di altri, dall\u2019Albania, <\/span><span class=\"fontstyle0\">ove anticamente si chiamava <strong>Minoxi<\/strong><\/span>, e la casa Odoni in pochi anni era divenuta un vero tempio di arte e di richezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La facciata principale della casa che guardava sulla fondamenta era stata dipinta a fresco da <strong>Girolamo da Treviso<\/strong> il giovane, buon pittore formatosi alla scuola fiorentina e romana, che vi aveva ritratte liete storie motologiche: <em>Giunone<\/em>, bella e formosa, librata fra le nuvole; <em>Cerere<\/em> fra gli amplessi di <em>Bacco<\/em>; <em>Apollo<\/em> e <em>Pallade<\/em> e le <em>Grazie<\/em>. Tutto intorno al vasto cortile vi era uno splendido fregio di putti dalle carni morbide e vellutate, dalle movenze graziose e biricchine, mentre nel mezzo della corte grandi vasi d&#8217;argilla scultoriamente lavorati contenevano piante rare di paesi lontani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Andrea<\/strong> tra le occupazioni del suo attivo commercio prodigava nell&#8217;arte le bene acquistate ricchezze e all&#8217;eleganza esteriore della squisita fabbrica corrispondeva quella dell&#8217;interno, n\u00e9, diceva l&#8217;<strong>Aretino<\/strong> nelle sue lettere, amico e ammiratore di <strong>Andrea Odoni<\/strong>, &#8220;<em>vi poteva esser principe che havesse cos\u00ec ricchi et soffici letti, cos\u00ec rari et precisi quadri, cos\u00ec regali abbigliamenti et addobbi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Andrea<\/strong>, innamorato della sua casa dove passava tutto il suo tempo reduce dagli affari, aveva per essa tutte le cure e per essa aveva fatto tesoro di cento e cento cose di un gusto squisito; aveva comperato famosi quadri del tempo e belle statue antiche tra le quali una vecchia figura marmorea amorosamente copiata e studiata da uno dei maggiori maestri dello scalpello, <strong>Tulio Lombardo<\/strong>, e una Santa Caterina che abbraccia il Bambino; aveva comperata la Trasfigurazione di San Paolo di <strong>Bonifacio Pitati<\/strong>, veronese, pittore ottimo, vario e attraente, e un ritratto di fanciullo trovato tra le robe abbandonate da <strong>Carlo VIII<\/strong> alla battaglia del Taro, e vasi antichi e medaglie, gemme e porcellane, vecchi marmi e vecchi bronzi di cui parecchi venuti dai paesi d&#8217;Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Sansovino<\/strong>, l&#8217;<strong>Aretino<\/strong> e il <strong>Tiziano<\/strong> erano anici di casa e spesso verso il tramonto visitavano messer <strong>Andrea<\/strong> che li accoglieva ridente e festoso insieme al nipote <strong>Rinaldo<\/strong> e a <strong>Paolo Manuzio<\/strong> figlio del grande <strong>Aldo<\/strong>, anch&#8217;egli tipografo ed erudito valentissimo, che aveva sposata <strong>Margherita Odoni<\/strong> sorella di <strong>Rinaldo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quelle ore vespertine casa <strong>Odoni<\/strong> era tutta in festa; <strong>Tiziano<\/strong> raccontava del suo Cadore e della sua arte, <strong>Aretino<\/strong> scherzoso e mordace narrava di principi e re, Andrea, Rinaldo e Paolo ridevano e ribattevano la eloquanza satirica aretinesca, mentre Margherita, aiutata da due schiave, serviva frutta e dolci, vino e liquori. Sansovino il pi\u00f9 delle volte era taciturno e ascoltava sorseggiando la sua prediletta malvasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di partire, la famosa triade visitava i nuovi acquisti di messer <strong>Andrea<\/strong> ed era questo il momento pi\u00f9 bello per lui, specialmente se <strong>Tiziano<\/strong> lodava e se <strong>Aretino<\/strong> confermava l&#8217;elogio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec trascorreva la sua vita <strong>Andrea Odoni<\/strong>, anima vera d&#8217;artista, contemplando e studiando i suoi vecchi marmi, i suoi quadri, la bella raccolta di gemme e di bronzi, e cos\u00ec lo ritrasse <strong>Lorenzo Lotto<\/strong>, celebre nei ritratti, nel magnifico dipinto conservato oggi nella galleria di Hampton Court.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo era il secolo d&#8217;oro, il secolo dello splendore veneziano e artisti come l&#8217;<strong>Odoni<\/strong> erano anche altri mercanti trasferitisi nelle lagune: <strong>Martino d&#8217;Anna<\/strong> che acquistato il <em>palazzo Talenti<\/em>, al traghetto di San Benedetto, ne fece pitturar la facciata dal <strong>Pordenone<\/strong>; <strong>Giovanni Ram<\/strong> che aveva le stanze adorne di quadri del <strong>Giorgione<\/strong>, del <strong>Tiziano<\/strong> e di <strong>Vincenzo Catena<\/strong>; <strong>Leonardo Mattioli<\/strong> conoscitore profondo di sculture e di gemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma con la decadenza i nipoti vendettero tutto per lucro e quei tesori d&#8217;arte, raccolti con tanto intelletto d&#8217;amore, si dispersero la pi\u00f9 gran parte nei paesi stranieri. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO. 27 luglio 1930<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famiglia e il palazzo Odoni, Andrea Odoni un mercante artista La famiglia Odoni era venuta a Venezia nella seconda met\u00e0 del Quattrocento e ben presto con l&#8217;attivit\u00e0 e il fiorente commercio delle spezie poteva accumulare un vistoso patrimonio. 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