{"id":120469,"date":"2025-02-27T06:54:50","date_gmt":"2025-02-27T06:54:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=120469"},"modified":"2025-02-27T06:54:52","modified_gmt":"2025-02-27T06:54:52","slug":"i-casotti-in-piazzetta-san-marco-durante-il-carnevale-nel-settecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=120469","title":{"rendered":"I casotti in Piazzetta San Marco durante il Carnevale nel Settecento"},"content":{"rendered":"\n<h3>I casotti in Piazzetta San Marco durante il Carnevale nel Settecento<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Settecento il carnevale veneziano iniziava il 26 dicembre, giorno di San Stefano, e la licenza di portare la maschera era concessa dal Governo per mezzo di un suo fante che nel pomeriggio di quel giorno compariva in Piazza San Marco grottescamente vestito, salutato dal popolo con una gazzarra di grida e di urla. Cos\u00ec in quel pomeriggio, notabile manifestazione carnevalesca, venivano aperti i <em>casotti<\/em> in Piazzetta, sul Molo e lungo la Riva degli Schiavoni fino al Ponte de la Piet\u00e0, accolti festosamente non solo dal popolo ma anche da seri e gravi patrizi e da numerose gentili donne che si affollavano curiose per vedere e commentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel &#8220;<em>casini di conversazione<\/em>&#8221; i <em>casotti<\/em> erano il tema prediletto dei discorsi e anche tutta la citt\u00e0 ne parlava come nel 1751 quando sul Molo una compagnia di eleganti fanciulle olandesi &#8220;<em>rappresentava a perfezione commedie e balli, alternate con giochi di spade, ventoli e piatti e con gli esercizi di un cavallino ammaestrato<\/em>&#8220;. I giovani patrizi andavano matti per le belle olandesi nelle loro corte sottanine e sier <strong>Antonio Bollani<\/strong> della contrada di San Trovaso voleva a tutti i costi prenderne una per moglie, ma gli <em>Inquisitori di Stato<\/em> lo mandarono a calmarsi per tre anni a San Bonifacio in quel di Verona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinque anni dopo alcuni ballerini davano delle rappresentazioni in due casotti vicinissimi, costruiti quasi a ridosso di una delle due colonne, quella del Leone, che stanno sulla Piazzetta.&nbsp;Una sera i due casotti bruciarono a il fuoco danneggi\u00f2 la colonna e stacc\u00f2 l&#8217;ala destra del leone che cadde sul plinto, ma il giorno appresso i casotti furono rifrabbricati e alla sera ebbero luogo le solite rappresentazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso anno e proprio in uno di quei due casotti, la patrizia <strong>Caterina Bonlini<\/strong> moglie di <strong>Marco Dandolo<\/strong> di San Fantino, &#8220;<em>indotta da brio giovanile et in costume assae succinto<\/em>&#8220;, narra il <strong>Gradenigo<\/strong> nei suoi <em>Notatori<\/em>, &#8220;<em>voleva sperimentare la sua agilit\u00e0 sopra una corda tesa dai ballerini<\/em>&#8220;, ma trov\u00f2 nel casotto un <em>fante degli Inquisitori<\/em> che la preg\u00f2 gentilmente di tornarsene a casa e di sperimentare in modo diverso la sua agilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1757 un giovane gigante irlandese si fece vedere vestito da turco, pesava circa centocinquanta chili ed era alto pi\u00f9 di due metri, mentre nel casotto vicino &#8220;<em>una femena croata era alta mezo bracio<\/em>&#8221; quasi quaranta centimetri, si cibava con tre oncie di carne al giorno e alla notte dormina solo due ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma gli onori pi\u00f9 grandi, secondo le cronache di allora, li ebbero un rinoceronte, un istrice e un elefante: il rinoceronte suscit\u00f2 un tale interesse che diede perfino argomento ad uno dei quadri di <strong>Pietro Longhi<\/strong>, oggi nella Galleria Nazionale di Londra; l&#8217;istrice fu riprodotto a penna dal famoso disegnatore <strong>Grevembroch<\/strong> e l&#8217;elefante fu inciso a bulino in una stampa del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1762 comparve nei casotti veneziani un vero leone, per\u00f2 mansueto, come un agnello e per la sua docilit\u00e0 chiamato &#8220;<em>el leon delle dame<\/em>&#8220;. Narra il <strong>Gradenigo<\/strong>: &#8220;<em>Questa bestia e accompagnata da molti cani maltesi, uno li monta sulla schiena, altri ballano intorno, altri fanno la sentinella. Si paga dieci soldi a testa e tanta \u00e8 la ressa che il padrone guadagna in media duecento ducati al giorno<\/em>&#8220;.&nbsp;Il padrone <strong>Carlo Duclos<\/strong> di Marsiglia accompagna anche nei parlatoi delle monache a dare spettacolo e spiegava che quella bont\u00e0 non era che gratitudine, avendolo egli salvato da un naufragio sulle coste della Sicilia. Due anni dopo <strong>Carlo Duclos<\/strong> venne sbranato a Bergamo; il leone aveva dimenticato la gratitudine che gli doveva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un casotto che fece rumore nel 1766 fu quello del canarino sapiente; esso con le sue zampine componeva su alfabeti staccati &#8220;<em>qualunque nome gli si fosse chiesto perch\u00e9 facile e di semplice ortografia<\/em>&#8220;, ma una volta sbagli\u00f2 e al giovane patrizio che gli diceva il suo nome <strong>Memo<\/strong>, compose &#8220;<em>Mamo<\/em>&#8220;, in veneziano sciocco, e la folla rise e applud\u00ec poich\u00e9 tutti conoscevano che <strong>Anzolo Memo<\/strong> era il pi\u00f9 melenso tra tutti i patrizi del Libro d&#8217;oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I casotti, anche dopo caduta la Repubblica, rimasero per molti e molti anni la maggior attrattiva carnevalesca vemeziana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO. 5 e 7 gennaio 1930<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I casotti in Piazzetta San Marco durante il Carnevale nel Settecento Nel Settecento il carnevale veneziano iniziava il 26 dicembre, giorno di San Stefano, e la licenza di portare la maschera era concessa dal Governo per mezzo di un suo fante che nel pomeriggio di quel giorno compariva in Piazza San Marco grottescamente vestito, salutato [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":120473,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2659,4335],"tags":[4821,673,140],"class_list":["post-120469","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-maschere","category-giovanni-malgarotto","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p120469","tag-parrocchia-di-san-moise","tag-sestiere-di-san-marco"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Pietro-Loghi-elefante.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/120469","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=120469"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/120469\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":120493,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/120469\/revisions\/120493"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/120473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=120469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=120469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=120469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}