{"id":119499,"date":"2025-02-24T06:46:39","date_gmt":"2025-02-24T06:46:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=119499"},"modified":"2025-02-27T07:02:33","modified_gmt":"2025-02-27T07:02:33","slug":"larte-dei-fritoleri-e-dei-furatoleri-e-le-fritelle-veneziane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=119499","title":{"rendered":"L&#8217;Arte dei fritoleri e dei furatoleri, e le fritelle veneziane"},"content":{"rendered":"\n<h3>L&#8217;Arte dei fritoleri e dei furatoleri, e le fritelle veneziane<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <em>fritoleri,<\/em> ai tempi della Serenissima, erano i venditori di &#8220;<em>fritole e manestre con oglio e onto sotil et magnari de pasta cio\u00e8 macaroni et lasagne con butiro et formaggio<\/em>&#8220;, vale a dire polpette frittte e altre fritture in padella, minestre condite con olio, pasta e lasagne condite con burro e formaggio, e appartenevano alla <em>Scuola dell&#8217;arte dei fritoleri e furatoleri<\/em>. Le <em>fritole <\/em>o polpette erano, fin dai tempi pi\u00f9 remoti, uno dei cibi preferiti dai veneziani, un ingrediente delle quali erano le erbe. Si trova in una sentenza dei <em>Signori de Notte al Criminal<\/em> che un tale nel 1359 port\u00f2 al piano superiore di una casa alcune erbe &#8220;<em>et facta fuit una fersolata fritelarum de ipsus herbis&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <em>fritoleri<\/em> e <em>furatoleri<\/em> avevano dapprima sede nella contrada di San Simeon Piccolo in un locale della Scuola dei Tessitori di panni di lana, successivamente si trasferirono per breve tempo nella chiesa di San Boldo, e da qui a quella di San Biagio sotto la protezione dell&#8217;Annunziata, che festeggiavano il 25 marzo con una messa solenne. Avevano una loro <em>Mariegola<\/em> e una insegna dipinta su legno che ora si pu\u00f2 vedere al Museo Correr. Nel 1767 ottennero dai <em>Provveditori di Comun<\/em> la licenza di mettere, dei <em>casoti <\/em>(capanne di legno) nei campi di Santa Maria Formosa, San Luca, Santa Maria Zobenigo, San Stefano, San Polo e ai Frari, dall&#8217;ultimo giorno di carnevale fino al Venerdi Santo, ma &#8220;<em>senza pregiudizio dei pubblici pozzi e senza disturbare la riverenza dovuta alle chiese<\/em>&#8220;, e per questo privilegio omaggiavano i provveditori annualmente con 15 lire &#8220;<em>per il permesso di friggere in quaresima nei campi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversi dai <em>fritoleri<\/em> e <em>furatoleri<\/em> erano i <em>fritoleri<\/em> ambulanti, immortalati da <strong>Gaetano Zompini<\/strong> in una tavola del suo <i>Le arti che vanno per via nella citt\u00e0 di Venezia<\/i>. Queste erano persone comuni, non iscritte a nessun&#8217;arte, facevano le <i><em>fritole <\/em><\/i>(frittelle) dolci che si ottenevano da un impasto di farina, latte di capra, sale, uova, zucchero il tutto fritto nello strutto, vendevano le loro delizie durante il carnevale, nelle sagre di contrada, e nelle altre feste popolari, le <em>fritole<\/em> venivano vendute calde e infilzate in un stecco per non ungersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Cinquecento <strong>Bartolomeo Scappi<\/strong>, cuoco del papa <strong>Pio V<\/strong>, dalle origini incerte, forse nativo di <em>Dumenza<\/em> (Varese) o di Venezia, in un suo libro di cucina elenca diversi tipi di frittelle: di solo latte, di pasta reale, con polpa di pollo, di riso, di fiori di sambucco, di mele, di fichi, di marzapane, di ceci rossi, e le <em>frittelle veneziane<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Delle frittelle veneziane lo <strong>Scappi<\/strong> fornisce anche la ricetta: &#8220;<em>Faccini bollire sei libre di latte di capra in una cazzuola ben stagnata con sei oncie di butiro fresco, e quattro oncie di zuccaro, quattro oncie d&#8217;acqua rosa, un poco di zafferano, sale abastanza, come il bollo si comincia ad alzare, si poner\u00e0 dentro libre due di farina a poco a poco, mescolando continuamente col cocchiaro di legno, fino a tanto che far\u00e0 ben soda come la pasta del pane, cavisi d&#8217;essa cazzuola, pongasi nel mortaro di pietra, e pestisi per un quarto d&#8217;hora: poi cavisi, pongasi in un vaso di rame, overo di terra, mescolandola con la cocchiara di legno, o con le mani, fino atanto che si raffreddi; poi habbinsi venti quattro ova fresche, ponghisino dentro a uno a uno, mescolando di continuo con la cocchiara di legno, o con le mani, fino a tanto che essa pasta sar\u00e0 diventata liquida: finito che sar\u00e0 di mettere l&#8217;ove, battasi per un quarto d&#8217;hora, fino a tanto che faccia le vesiche, lascisi reposare per un quarto d&#8217;hora nel vaso ben coperto in luogo caldo, ribattasi un&#8217;altra volta. Poi abbiasi apparecchiata una padella con strutto caldo, piglisi della compositione, pongasi sopra un tagliere, con la bocca della caraffa, bagnata di strutto freddo, overo col cannone di ferro bianco taglinsi le frittelle, ponghisino nel Strutto, dandoli il fuoco adagio, alcune volte muovasi la padella, facendo che le frittelle si voltino nel strutto, senza toccarle, quando le frittelle comincieranno ad essere cotte creperanno, perch\u00e9 di natura gonfiano, vengono a foggia di nespole, e molte volte si volgono da se come si veder\u00e0 che haverano preso al quanto di coloretto, saranno leggieri, cavisino con la cocchiara forata, servisino calde con zuccaro fino sopra. D&#8217;essa pasta se ne pu\u00f2 fare diversi lavorieri con la siringa, ma vuole essere alquanto piu sodetta di quella delle frittelle, dipoi che far\u00e0 quella della siringa per fare che la sia migliore, faccisi stare per mezz&#8217;hora nel forno non troppo caldo, servasi con zuccaro fino sopra<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fritelle veneziane nel tempo si evolvero nella loro preparazione e nei loro ingredienti, ora sono pi\u00f9 grandi di quelle descritte dallo <strong>Scappi<\/strong>, vengono fritte in olio, sono lievitate, hanno l&#8217;uvetta sultanina e i pinoli, possono essere riempite con la crema pasticcera, con la crema di pistacchi o con la cioccolata, possono contenere liquori con l&#8217;anice o il rum e spezie come la cannella o la noce moscata e vengono prodotte e vendute rigorosamente solo durante il carnevale. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) ConoscereVenezia; G.Nissati (Giuseppe Tassini). Aneddoti Storici Veneziani. 1897;&nbsp; Gastone Vio. Le Scuole Piccole nella Venezia dei Dogi. Angelo Colla Editore. 2004; Opera di M. Bartolomeo Scappi Cuoco secreto di Papa Pio V<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L'Arte dei fritoleri e dei furatoleri, e le fritelle veneziane I fritoleri, ai tempi della Serenissima, erano i venditori di \"fritole e manestre con oglio e onto sotil et magnari de pasta cio\u00e8 macaroni et lasagne con butiro et formaggio\", vale a dire polpette frittte e altre fritture in padella, minestre condite con olio, pasta [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":119602,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4792],"tags":[4793],"class_list":{"0":"post-119499","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-fritoleri","8":"tag-https-www-conoscerevenezia-it-p119499"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Pietro-Longhi-frittellem.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/119499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=119499"}],"version-history":[{"count":100,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/119499\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":121963,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/119499\/revisions\/121963"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/119602"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=119499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=119499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=119499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}