{"id":118721,"date":"2024-12-02T07:36:16","date_gmt":"2024-12-02T07:36:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=118721"},"modified":"2024-12-02T07:36:19","modified_gmt":"2024-12-02T07:36:19","slug":"gli-inquisitori-di-stato-sapevano-anche-ridere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=118721","title":{"rendered":"Gli Inquisitori di Stato sapevano anche ridere"},"content":{"rendered":"\n<h3>Gli Inquisitori di Stato sapevano anche ridere<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra un sogno eppure, racconta il <strong>Gallicciolli<\/strong>, i terribili Inquisitori di Sato, riuniti nella loro sala del Palazzo Ducale, il 20 novembre 1710 risero alle spalle dell&#8217;abate <strong>Antonio Olivieri<\/strong> della chiesa di San Basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;abate <strong>Olivieri<\/strong>, della famiglia cittadinesca di San Giobbe, era figlio di <strong>Giovanni<\/strong> dragomanno della Repubblica a Costantinopoli ed appunto in quella citt\u00e0 nacque il futuro abate, sembra nel 1665. Dopo varie vicende e parecchi viaggi nei paesi orientali, viaggi descritti da lui stesso in un libretto dal titolo &#8220;<em>Enciclopedia morale e civile della vita dell&#8217;abate Olivieri<\/em>&#8220;, il buon prete si era stabilito a Venezia ed abitava due stanzette a San Mois\u00e8, in <em>Calle del Tagiapiera<\/em> per andare al <em>Ponte de Ca&#8217; Barozzi<\/em> (demolito nel Novecento), presso tale <strong>Marietta Amadi<\/strong>, una vedova ancora giovane che aveva preso sul timido e buon prete una grandissima padronanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco lontano dalla casa della <strong>Amadi<\/strong> abitava sier <strong>Marco Cappello<\/strong> il quale, o per gelosia della <strong>Marietta<\/strong> o per natura prepotente, aveva il mal vezzo di prendere in giro pubblicamente l&#8217;<strong>Olivieri<\/strong> ed anche insolentirlo con atti e con parole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il timido abate per un bel pezzo tacque, ma poi non potendone proprio pi\u00f9 e non avendo il coraggio di reagire apertamente contro la prepotenza del <strong>Cappello<\/strong>, ricorse al Tribunale degli Inquisitori con una supplica di stile tra il veneziano ed il turco, e tale supplica fu la causa di quel buon umore insolito nella terribile austerit\u00e0 del famoso Tribunale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Eccellenze. Mi ricorsi gi\u00e0 tre anni a Vostre Eccellenze contro di quel baron dell&#8217;Eccellentissimo Cappello, che adesso mi torna insolentarmi e mi ha detto che me vuol sfrattar dalla Citt\u00e0 de questa Venetia, e mi risposto, ch&#8217;el Principe mi riconosce per la mia bon servit\u00f9 verso lui, el qual mi ha fatto Abbatte, e lui mi rispose che me tormentar\u00e0 sempre, e sempre me aspeta alla Potega della acqua a S. Baso, e mi quandi vago a casa passo per de l\u00e0 e lui mi insolenza e mi dice che sono prete del Ghetto e mi vien driedo, e mi pizzica il culo di drio, e poi mi trata da can dicendo in pubblico in Piazza a mi, t\u00f2, t\u00f2, pis, pis, t\u00f2, t\u00f2, e mi vago a casa e per la rabia no magno, e mi compro roba, e la Parona di casa magna tutto e mi cogiona, e perdo i bezzi. La prego la giustizia. L&#8217;Abate Olivieri<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il buon umore del terribile Tribunale fu breve: il giorno dopo <strong>Zorzi Varutti,<\/strong> Capitano grande del Consiglio, avvicinava sier <strong>Cappello<\/strong> pregandolo a nome degli Inquisitori di lasciare in pace l&#8217;<strong>Olivieri<\/strong>. La &#8220;<em>preghiera<\/em>&#8221; fu subito e per sempre esaudita. (1)<\/p>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. Il Gazzettino, 25 giugno 1924.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Inquisitori di Stato sapevano anche ridere Sembra un sogno eppure, racconta il Gallicciolli, i terribili Inquisitori di Sato, riuniti nella loro sala del Palazzo Ducale, il 20 novembre 1710 risero alle spalle dell&#8217;abate Antonio Olivieri della chiesa di San Basso. 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