{"id":117920,"date":"2024-08-04T06:04:28","date_gmt":"2024-08-04T06:04:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=117920"},"modified":"2026-02-14T19:51:53","modified_gmt":"2026-02-14T19:51:53","slug":"le-cortigiane-del-seicento-secondo-il-poeta-e-librettista-veneziano-gianfranco-busenello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=117920","title":{"rendered":"Le cortigiane del Seicento secondo il poeta e librettista veneziano Gianfranco Busenello"},"content":{"rendered":"\r\n<h3>Le cortigiane del Seicento secondo il poeta e librettista veneziano Gianfranco Busenello<\/h3>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cortigiane del Seicento furono a Venezia uno dei principali incentivi alla corruttela del costume. Il Governo stesso, pur severamente tendando di regolare la prostituzione, non la impediva, anzi pi\u00f9 che tollerarla quasi l&#8217;accettava, applicando raramente le sue leggi restrittive, sapendo che non vi era mezzo pi\u00f9 efficace dei piaceri sensuali per distrarre gli uomini da altre aspirazioni o dannose innovazioni.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cortigiane veneziane continuavano ad avere quella reputazione di bellezza e di grazia, onde erano state celebri per tutto il mondo; e in certa canzone secentesca, Venezia stessa, con la sua solita ironia, si vanta delle loro arti attraenti: &#8220;<em>Quanto son scaltre le mie cortigiane! Sanno usar con gli amanti arte e drittura: Prodighe a quelli dan tutto il cuor loro. E si tirano a s\u00e8 l&#8217;argento e l&#8217;oro<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune abitavano in suntuosi appartamenti sul Canal Grande, sebbene fosse proibito da una legge che s&#8217;intitolava &#8220;<em>in materia delle habitazioni delle meretrici<\/em>&#8220;; vestivano con ogni eleganza, adornandosi di perle e di gioielli a dispetto dei &#8220;<em>Provveditori alle pompe<\/em>&#8220;; passeggiavano per le vie &#8220;<em>come principesse<\/em>&#8221; accompagnate da uomini di ogni et\u00e0 e di ogni ceto; entravano nelle chiese, ricoprendo le ricche vesti con bianchi e lunghi veli di seta, soliti a portarsi dalle giovani da marito.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In casa accoglievano i visitatori con la chioma acconciata in modo da formare due punte arricchiate sulla fronte; erano per lo pi\u00f9 abbigliate con una veste di stoffa damascata e la sottoveste di cambellotto rosso, tutte ornate di pizzi d&#8217;oro; avevano le calze di seta rossa e la persona profumata delle pi\u00f9 fragranti essenze.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti giovani patrizi paesavano gran parte del giorno in casa di queste et\u00e8re veneziane dove, oltre alle divagazioni amorose, si faceva della musica, si cantava, si banchettava; era una vita allegra e dilettevole e i vecchi patrizi facilmente indulgevano ai figliuoli simili tresche, tanto che uno scrittore contemporaneo racconta che il figlio di un <em>Procuratore di San Marco,<\/em> della casa <strong>Bollani<\/strong> di San Trovaso, innamoratosi di una bellissima cortigiana, la <strong>Vittoria Feltrina<\/strong>, non ne lasciava quasi mai la dimora, onde il padre, non volendo privarsi della compagnia del suo unico rampollo, gli permise di condur seco la cortigiana sotto il tetto paterno.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il veneziano <strong>Gianfranco Busenello<\/strong> poeta nella prima met\u00e0 del secolo decimosettimo, ha lasciato nelle sue gustose satire, i nomi delle cortigiane pi\u00f9 in voga al suo tempo, e nelle lettere di molti patrizi scambiate con altri nobili lontani, sono quasi sempre ricordate le pi\u00f9 belle peccatrici della Dominante.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>Perina Nave<\/strong>, figlia di <strong>Gaspare<\/strong>, si trova annotata nei registri del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fin dal 1615; era possidente abitava una casa sua al ponte di San Fantino e aveva parecchi altri stabili di sua propriet\u00e0. Anche vecchia aveva certi segreti che la facevano apparire giovane e bella, e il <strong>Busenello<\/strong> cos\u00ec la presenta nel 1657: &#8220;<em>Perina e vecchia nona. L&#8217;\u00e8 per\u00f2 vecchia e bella. N\u00e8 al paragon de ella, ghe pol star altra donna: Anca de sessant&#8217;anni. Perina vende amor senza malani<\/em>.&#8221;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Margherita Lussi<\/strong> era pure una notissima cortigiana: un bel giorno si era azzuffata con un &#8220;<em>zentilhomo zovenasso di Ca&#8217; Falier di San Vidal, il quale l&#8217;aveva l&#8217;aveva assaltata con pugni e tonfi<\/em>&#8221; e ne era seguito un lungo processo criminale in cui la <em>Quarantia<\/em> dette torto al patrizio condannandolo a cinque anni di bando e a cento ducati di multa. Innamorato perdutamente della <strong>Lussi<\/strong> era il giovane patrizio <strong>Vincenzo Querini<\/strong> del ramo della Piet\u00e0, ma la donna non ne voleva sapere &#8220;<em>et lui viveva mortificato dalli continui disgusti che riceveva et ella rideva, e serviva di ridicolo a tutti che capitavano, che sono molti et che lei si d\u00e0 con tutti in preda<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra famosa meretrice era una tale <strong>Laura<\/strong>, detta la &#8220;<em>Speciereta<\/em>&#8221; perch\u00e9 nella sua camera aveva le pareti adorne di grandi specchi; era una formosa bionda, tipo tizianesco, ma di una carattere impetuoso; nel 1656 venne processata dai Dieci per avere fatto tirare una archibugiata dalla sua casa contro una finestra di <strong>Sara Galignana<\/strong>, altra cortigiana, causa gelosie di mestiere. Il tribunale la condann\u00f2 a una multa di centocinquanta ducati e la minacci\u00f2 di bandirla da Venezia; la &#8220;<em>Speciereta<\/em>&#8221; pag\u00f2 e promise di far senno, <em>&#8220;ma poi si vide al solito sopra il pergolo, anche con la piova, a far dispetti alla Galignana<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Busenello<\/strong> rammenta ancora tra le &#8220;<em>pompose cortigiane<\/em>&#8221; <strong>Cattina Gritti<\/strong>; <strong>Emilia la Corsara<\/strong>; <strong>Anzola Padoana<\/strong>; <strong>Veronica la Vacca<\/strong>; <strong>Momola Todeschina<\/strong>;\u00a0 <strong>Cazilla Moscardina<\/strong>; una certa <strong>Bettina<\/strong>, celebre mezzana e una sua sorella, detta il <strong>Tochetto<\/strong>, figlie &#8220;<em>di un orbo e di una zotta<\/em>&#8220;; una <strong>Zanetta<\/strong> teneva scuola di meretrici; <strong>Anzola Barcariola<\/strong>; <strong>Giustina Lioncini<\/strong>; <strong>Lucieta Frutariola<\/strong>; <strong>Madalena Doremi<\/strong>; <strong>La Camanera<\/strong>; &#8220;<em>quatro bolognesi che tutte Anzola ha nome<\/em>&#8220;; <strong>Anzoletta<\/strong> detta <strong>Mont&#8217;Albana<\/strong>; <strong>Anzola Zavattina<\/strong>; <strong>Gattina del Mula<\/strong>; <strong>Paulina del Pozzi<\/strong>; e tante altre, mentre le povere, che adescavano in Piazza i passanti e non avevano casa, li conducevano nei comodi asili di qualche albergo, come quelli alla &#8220;<em>Luna<\/em>&#8221; e al &#8220;<em>Selvatico<\/em>&#8220;, conosciutissimi asili in quel tempo di corruzione. (1)<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 11 maggio 1933.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le cortigiane del Seicento secondo il poeta e librettista veneziano Gianfranco Busenello Le cortigiane del Seicento furono a Venezia uno dei principali incentivi alla corruttela del costume. 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