{"id":115704,"date":"2024-09-09T16:31:59","date_gmt":"2024-09-09T16:31:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=115704"},"modified":"2025-02-02T14:55:40","modified_gmt":"2025-02-02T14:55:40","slug":"sier-marco-michiel-della-contrada-dei-miracoli-un-patrizio-sodomita-e-assassino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=115704","title":{"rendered":"Sier Marco Michiel della contrada dei Miracoli, un patrizio sodomita e assassino"},"content":{"rendered":"\n<h3>Sier Marco Michiel della contrada dei Miracoli, un patrizio sodomita e assassino&nbsp;&nbsp;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive il<strong> Sanudo,<\/strong> nei suoi <em>Diari,<\/em> che il giorno 25 gennaio 1518 ricorrenza di San Paolo detto dei <span class=\"fontstyle0\"><em>teramoti<\/em>&nbsp;<\/span>perch\u00e8 in questo giorno, nel 1311, vi fu in citt\u00e0 un grandissimo terremoto, un uomo vestito in maschera da <em>schiavone <\/em>aggred\u00ec, con un&#8217;arma bianca corta e larga detta <em>cazona<\/em>, sier <strong>Vincenzo Molin<\/strong>, suo fratello sier <strong>Girolamo Molin<\/strong> e il loro <em>zerman<\/em> (cugino di primo grado) sier <strong>Domenico Molin. <\/strong>I tre erano vicini alla chiesa di San Zulian, e venivano dal Palazzo Ducale per andavano a <em>disnar <\/em>(pranzare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo ferito dall&#8217;aggressore fu sier <strong>Domenico<\/strong>, sier <strong>Vincenzo<\/strong> cerc\u00f2 di fuggire ma cadde e venne colpito con un micidiale colpo alla testa, sier <strong>Girolamo<\/strong> corse a chiedere aiuto ai suoi domestici, che arrivarono con&nbsp; spade e bastoni, ma lo <em>schiavone<\/em> si difese virilmente e poi scapp\u00f2 verso le case <strong>Morosini<\/strong> in <em>Calle del Paradiso<\/em>, qui entr\u00f2 nella casa di un <em>tentor<\/em> (tintore) e scomparve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per setacciare le case di <em>Calle del Paradiso<\/em> intervennero sier <strong>Andrea Molin,<\/strong> e sier <strong>Andrea Morosini<\/strong>&nbsp; assieme ai capitani e agli ufficiali, ma non lo trovarono, era fuggito come un daino di casa in casa. Intervennero a sorpresa anche due fratelli di ca&#8217; <strong>Michiel<\/strong>, sier <strong>Marin<\/strong> e sier <strong>Nicol\u00f2<\/strong>, che abitavano ai Miracoli, i quali dissero ai capitani che il fuggitivo era il loro fratello sier <strong>Marco Michiel<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle ore ventitr\u00e8 dello stesso giorno dell&#8217;aggressione venne quindi pubblicata una parte presa dal Collegio che diceva: &#8220;<em>Da parte del Serenissimo Principe e Illustrissima Signoria e di Capi de lo excellentissimo Consejo di X, che per il caso sequ\u00ecto ozi per una maschera etc.. contro sier Vicenzo da Molin di sier Alvise procurator et sier Domenego da Molin qu. Sier Marin, per quanto si ha, \u00e8 st\u00e0 sier Marco Michiel qu. sier Alvixe, per tanto si dichiara: chi sa dove el sia, e \u2019l vadi a manifestar a li Capi dil Consejo di X, aver\u00e0 di taia L. 3000 di soi beni s\u2019 il ne sar\u00e0, si non di danari di la cassa dil Consejo di X, e chi l\u2019aver\u00e0 in caxa o li dar\u00e0 alcun favore, sia in quella instessa incolpa che lui. Con altre clausole, e chi il vogasse fuora di questa terra, e sia chi esser se voia; el volendo alcun prenderlo, si lui si difender\u00e0, lo possi amazar impune et habi la mit\u00e0 di la taia<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Narra ancora il <strong>Sanudo<\/strong> che dei tre aggrediti, quello che era uscito pi\u00f9 malconcio, era sier <strong>Vincenzo<\/strong>, il quale era un buon mercante e persona gentilissima che non faceva del male a nessuno. Condotto a casa dopo l&#8217;attacco subito&nbsp; stava malissimo e&nbsp; non parlava, e secondo il parere di un valente cerusico di Padova, un certo <strong>Bortolo Bordon,<\/strong> il suo caso era disperato. Intervenne anche&nbsp; domino <strong>Vielmo<\/strong>, un ricchissimo mercante fiammingo che teneva bottega di arazzi a San Salvador, il quale cerc\u00f2 di guarirlo con un infuso, che sul principio sembr\u00f2 funzionare, perch\u00e8 il paziente inizi\u00f2 a migliorare e a parlare, ma poi si rivel\u00f2 solo un palliativo, e sier <strong>Vincenzo<\/strong> <strong>Molin<\/strong> spir\u00f2 alle ore cinque del 26 gennaio, lasciando una puta e la giovane moglie gravida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venne a conoscenza del Consiglio dei Dieci che sier <strong>Marco Michiel<\/strong> si nascondeva in casa di un suo parente sier <strong>Marco Querini<\/strong> a Santa Maria Formosa, andarono quindi i capitani a scalare la casa e a buttare gi\u00f9 le porte per prenderlo, ma non lo trovarono, trovarono invece, con massima loro sorpresa, sier <strong>Girolamo Michiel,<\/strong> suo fratello, il quale era stato bandito l&#8217;anno prima e che doveva trovarsi al confino, venne quindi preso quest&#8217;ultimo e portato in prigione.&nbsp; Nel frattempo sier <strong>Marco<\/strong>, che si era nascosto in casa di uno <em>zavater<\/em> (fabbricatore di ciabatte), la notte del 26 gennaio travestito da <em>vendicape<\/em> (venditore di molluschi),&nbsp; and\u00f2 a Cannaregio e si fece traghettare a Marghera, da dove s&#8217;invol\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli inquisitori ormai conoscevano bene la storia che port\u00f2 sier <strong>Marco Michiel<\/strong> ad aggredire i <strong>Molin. <\/strong>Sier<strong> Marco<\/strong>, &#8220;<em>doctor et continue studiava, gaiardissimo zovene<\/em>&#8220;, si era innamorato di sier <strong>Domenico Molin<\/strong>, e per gelosia cerc\u00f2 di ferire sier <strong>Zuan Malipiero<\/strong> detto <em>Fisolo,<\/em> nel febbraio del 1516 in campo Santa Maria Formosa, per questa vicenda venne condannato in contumacia al bando per 6 anni. Sembra che il <strong>Michiel<\/strong>, che era rimasto sempre in citt\u00e0, si volesse vendicare di <strong>Vincenzo Molin<\/strong> che tanto si adoper\u00f2 per condannarlo al bando.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sodomia di sier <strong>Marco <\/strong>non era un caso isolato in casa <strong>Michiel<\/strong>, perch\u00e9 anche suo fratello sier <strong>Girolamo Michiel<\/strong>, quello ritrovato in <em>ca&#8217; Querini<\/em><strong>,<\/strong> era stato condannato al confino per lo stesso reato. Il <strong>Girolamo<\/strong> s&#8217;intratteneva con sier <strong>Zuane Ferro<\/strong> in una casa tenuta da una mezzana in contrada dei Santi Apostoli, entrambi furono condannati al confino, il <strong>Ferro<\/strong> in perpetuo (essendo parte <em>agente<\/em>) &#8220;<em>al confin di sodomiti<\/em>, <em>qual \u00e8 di l\u00e0 di Menzo<\/em> (Mincio), <em>di l\u00e0 di la Piave et di Quarner<\/em> (Quarnero)&#8221;, e il <strong>Michiel<\/strong> a dieci anni (essendo parte <em>paciente<\/em>), ma se fosse stato trovato ancora assieme al <strong>Ferro<\/strong> gli si doveva duplicare il bando.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 6 febbraio 1518, a soli dodici giorni dall&#8217;aggressione, sier <strong>Marco Michiel<\/strong> venne condannato in contumacia, la condanna dura ma usuale per quei tempi recitava:&nbsp; &#8220;<em>Che questo Marco Michiel sia perpetuamente bandito de Venetia et del distreto, el de tutte terre et luogi nostri, s\u00ec da parte da terra come da parte da mar, et da tutti i navili nostri armati et disarmati, et se mai in alcun tempo ci contrafar\u00e0 el bando et preso sia, sia conduto qui a Venetia, et sia posto a l\u2019hora solita sopra una piata et per el Canal grando sia conduto a Santa Croce, proclamando uno comandador assiduamente la colpa de quello, et da poi sia strasinado a coda de cavallo fino al luogo del commesso delitto, dove li sia tagliada la man destra, et poi sia conduto in mezo le due Colone el l\u00ec sopra uno eminente solaro sia descopado et squartado in quatro quarti da esser apicadi a le quatro forche, ne i loci consueti. Quelli veramente che lo prenderano et darano vivo ne le forze nostre, habino libre quatro mila de pizoli di beni soi, se ne serano, se non dei danari de la Signoria nostra, et ulterius possino trazer de bando uno bandizato de Venetia et de tute terre et luogi nostri per cadaun caso, excepti solamente i casi de rebellion et de publici asassini, et de quelli che per mal modo hanno tolto i denari de la Signoria nostra: quelli veramente che el dito Marco amazarano ne le terre et luogi nostri terrestri et maritimi, over in navili nostri armati e desarmati, habino lire tre mila de pizoli, et la faculta de trazer uno de bando ut supra; et ulterius l\u2019interfector, sia homo de villa sia di citt\u00e0, sia exempto da ogni angaria real et personal. El se per avventura alcuno trovasse over havesse in caxa sua il prefato Marco et non lo denunciasse immediatamente, sia perpetuamente bandizato de Venetia et dil destreto. Et da mo\u2019 tutti i beni del ditto Marco siano obligati a le taglie sopradite, et sia publicada la presente condanazion doman nel Mazor Consejo, et el zorno seguente su le scale de San Marco et de Rialto, et similiter ne le altre cita et luogi nostri che aparerano ai capi de questo Consejo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive il <strong>Sanudo<\/strong> che a motivo dell&#8217;aggressione avvenuta fu pubblicata, in quei giorni, anche una <em>parte<\/em> (legge) che vietava, a uomini e donne, di vestirsi in maschera, sotto la pena di sei mesi di prigione e di perdere gli abiti, e che non si poteva pi\u00f9 fare balli in casa sotto la pena di essere banditi da Venezia. (1)<\/p>\n<p><em><strong>ConoscereVenezia <\/strong><\/em><\/p>\n<p>(1) Marin Sanudo. I Diari. Volume 25<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sier Marco Michiel della contrada dei Miracoli, un patrizio sodomita e assassino&nbsp;&nbsp; Scrive il Sanudo, nei suoi Diari, che il giorno 25 gennaio 1518 ricorrenza di San Paolo detto dei teramoti&nbsp;perch\u00e8 in questo giorno, nel 1311, vi fu in citt\u00e0 un grandissimo terremoto, un uomo vestito in maschera da schiavone aggred\u00ec, con un'arma bianca corta [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":118519,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[2788,4313],"tags":[4748,673,140],"class_list":{"0":"post-115704","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-storie-e-leggende","8":"category-marin-sanudo","9":"tag-https-www-conoscerevenezia-it-p115704","10":"tag-parrocchia-di-san-moise","11":"tag-sestiere-di-san-marco"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/DSC_1468.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/115704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=115704"}],"version-history":[{"count":129,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/115704\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":119972,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/115704\/revisions\/119972"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/118519"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=115704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=115704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=115704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}