{"id":11513,"date":"2017-01-05T18:51:55","date_gmt":"2017-01-05T18:51:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=11513"},"modified":"2017-10-24T07:49:23","modified_gmt":"2017-10-24T07:49:23","slug":"orso-i-partecipazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=11513","title":{"rendered":"Orso I Partecipazio. Doge XIV. Anni 864-881"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Orso I Partecipazio. Doge XIV. Anni 864-881.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel commovimento generale degli animi per l&#8217;accaduto assassinio del doge, il popolo, raccolto in Rialto, elesse, di unanime consentimento, Orso I Partecipazio; il quale tosto diede mano a punire i rei ed a premiare i servi fedeli del suo predecessore, siccome antecedentemente dicemmo. Acquietati per tal modo gli interni perturbamenti, sorsero gli esterni. Gli Slavi, resi pi\u00f9 audaci per le nuove conquiste fatte nel Friuli, nella Carintia, nella Stiria e lungo le rive del Danubio, perpetuamente infestavano il mare, e colle loro piraterie inceppavano la libert\u00e0 dei commerci. Doge Orso, indilatamente diede opera al riparo, e, allestita poderosa flotta, sciolse alla volta della Dalmazia, ed assal\u00ec, combatt\u00e9 e vinse uno dei pi\u00f9 feroci loro capi, nominato Domogoi, forse dominatore di Narenta, costringendolo a restituire il bottino e gli schiavi fatti nelle precedenti correrie, e a dare ostaggi a guarentigia delle pattuite condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non appena ripatriato, Orso dovette accingersi a nuova e pi\u00f9 gagliarda spedizione. Basilio, il Macedone, succeduto a Michiele III nell&#8217;imperio orientale, temendo perdere quei pochi possedimenti che tuttavia gli rimanevano nella Puglia e nella Calabria, per lo sempre pi\u00f9 avanzarsi dei Saraceni, pens\u00f2 ritogliere dalle loro mani la citt\u00e0 di Bari e liberare l&#8217;Italia. Si accord\u00f2 pertanto con Lodovico II, imperatore d&#8217;Occidente, onde lo aiutasse con l&#8217;armata terrestre; e per ottenere forze sul mare si volse ai Veneziani, ai quali sped\u00ec un apocrisiario, recante al doge le insegne e il titolo di Protospatario. E da avvertire per\u00f2, che l&#8217;onore accennato viene da alcuni cronacisti, fra quali dal Sagornino, revocato ad et\u00e0 posteriore, e quando i Veneziani vittoriarono sopra gli Slavi, siccome vedremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto per\u00f2 che Lodovico, aiutato dal fratello Lotario, re di Lorena, aveva gi\u00e0 stretta Bari d&#8217;assedio per terra e la flotta greca per mare, la classe veneziana, che si avviava pure per quella volta, scontr\u00f2 i nemici nelle acque di Taranto, e tosto incagli\u00f2 la battaglia. La quale fu aspra ed accanita da ambe le parti, ma alla fine sconfitti rimasero i Saraceni, sicch\u00e9 il doge vittorioso ritorn\u00f2 in patria coi legni domati, coi prigioni e col ricco bottino. L&#8217;impresa per\u00f2 assunta dalle armi dei due Augusti ebbe triste successo, per modo che dopo un anno d&#8217;assedio posto alla citt\u00e0 di Bari, dovettero ritirarsi. Ci\u00f2 diede animo ai Saraceni di vendicarsi della rotta toccata dai nostri: laonde, nel maggio seguente, entrarono in Golfo, e spinsero la flotta loro sino all&#8217;isola della Brazza, e lungo le coste dalmatiche recarono desolazione e lutto. Ad esplorare le mosse loro, doge Orso spediva da Grado un navicello leggiero, il quale, giunto al porto Silvodi venne dagli Slavi predato e posta a morte la ciurma. Non pertanto provvide egli in altra guisa onde conoscere le ulteriori mire dei barbari; i quali, soddisfi per allora del raccolto bottino, uscirono dal Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante questi ed i fatti seguenti, e per lo corso di circa quattro anni accaddero gravi dissidi ecclesiastici, originati dalla pervicacia del doge nel proteggere l\u2019abate di San Stefano di Altino Domenico Caloprino, figlio di Leone, che voleva Orso ad ogni modo eletto vescovo di Torcello, quantunque il patriarca di Grado, Pietro Marturio, dichiarato lo avesse, perch\u00e9 eviratosi da s\u00e9, non idoneo, secondo i canoni sacri, a quel posto. Quindi il doge perseguit\u00f2 fieramente il patriarca, e s\u00ec che dovette fuggire da Grado e ripararsi nell&#8217;Istria, donde poi trasferissi a Roma presso il pontefice Gregorio VIII: il quale intim\u00f2 un concilio di vescovi, che non ebbe eletto stante la non comparsa dei prelati veneziani chiamati. N\u00e9 valsero anche a por termine ai dissidi le varie epistole da Gregorio dirette ai vescovi recalcitranti ed al doge, n\u00e9 valse il concilio che indi si tenne a Ravenna; e solo ebbe termine la questione allorquando Marturio si rec\u00f2 appo Landone vescovo di Treviso, nel qual tempo si convenne, che l&#8217;eletto Domenico abitasse bens\u00ec a Torcello e godesse le rendite di quella Chiesa, ma non potesse venir consacrato fino a tanto che il patriarca vivesse. Cos\u00ec stabilito, Marturio venne a Rialto, e si trattenne pi\u00f9 giorni col doge, e ritornato quindi a Grado consacr\u00f2 i vescovi delle sedi di Malamocco, di Olivolo e di Eraelea rimaste vacanti nel corso di quelle controversie. Poco per\u00f2 sopravvisse il patriarca; poich\u00e9, domato dagli affanni sofferti, lasciava la vita nella sua dimora a Rialto, e surrogato gli fu Vittore prete di San Silvestro. Il quale, astretto innanzi dal doge con sacramento, dovette consacrare il Caloprino, non senza per\u00f2 manifestare pubblicamente, con rimproveri diretti al doge stesso, la propria ripugnanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I guasti e le stragi che desolavano l&#8217;Italia meridionale, le scorrerie dei Saraceni, resi pi\u00f9 audaci dalle discordie dei principi che la governavano, chiamarono varie volte, come sembra, i nostri a dar soccorso alle greche armate. Per la qual cosa, irati quei barbari, unirono una flotta, e, entrati nell&#8217; Adriatico, corsero diffilati fino alle lagune gradensi, e, giunti ai lidi di quelle, sbarcarono e posero stretto assedio alla citt\u00e0 di Grado. Ma Orso, tosto che il seppe, allestita poderosa classe, e datone il comando a Giovanni suo figlio, spedilla a quella volta. Sennonch\u00e9, avutone sentore i Saraceni, levarono l&#8217;assedio e fuggirono, volgendosi in quella vece a Comacchio, che cadde preda della loro barbarie, uscendo quindi dal Golfo. La valentia, la desterit\u00e0 ed il coraggio dimostrato in quella occasione da Giovanni gli valsero, al suo ritorno, il consentimento della nazione di associarsi al padre nella ducale dignit\u00e0, e per tal modo succedergli dopo morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non erano i Saraceni soltanto che tenevano sempre i nostri sull&#8217;armi: gli Slavi Croati anche rinnovavano soventi volte le scorrerie loro sul mare, e sulla terra pur anche. Vediamo infatti che nell&#8217; 880, a cagione dei perpetui turbamenti nel regno italico, e della decadenza dei Franchi, fattisi arditi, invasero di repente l&#8217;Istria; sicch\u00e9 caddero in poter loro Cittanuova, Umago, Rovigno, Muggia ed altre citt\u00e0, che rimasero desolate; Sipari e parecchie castella saccheggiate, e le ville circostanti poste a ferro ed a fuoco, li gi\u00e0 minacciavano proceder eglino fin verso Grado, quando Orso subitamente allestir fece trenta navi, e presone egli stesso il comando, vol\u00f2 ad incontrarli. Gli incontr\u00f2 infatti sui paraggi dell&#8217;Istria, e consegui sopra di essi tale vittoria, che la pi\u00f9 parte ne rimase spenta o cattiva. Immenso fu il bottino acquistato; ma di questo generosamente dispose. Imperocch\u00e9 volle restituito alle chiese il rapito, e don\u00f2 la libert\u00e0 ai prigioni, aprendosi per cotal modo la via di conchiudere con quelle indomite genti un trattato, valevole ad assicurare la navigazione e il commercio. Sennonch\u00e9 malferma dovette riuscire la pace per lo continuo mutarsi dei loro capi, e per le varie trib\u00f9 o zupanie, fra lor discordanti, di cui si componevano esse genti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornato in patria il doge glorioso, volse l&#8217;animo a reprimere il molte volte dannato commercio degli schiavi. Laonde, raccolta l&#8217;assemblea nazionale, in pubblico placito, si rinnov\u00f2 l&#8217;antico divieto, sotto pene gravissime ai contravventori.\u00a0 Salito nell&#8217;880 all&#8217;impero occidentale Garlo il Grosso, doge Orso, tosto sped\u00ec un&#8217;ambasceria a Ravenna, affine di rinnovare seco lui gli antichi trattati e privilegi; il che ottenne subitamente. Ed un altro trattato conchiuse con Walperto, patriarca\u00a0d&#8217;Aquileia, per lo quale ebbero fine le perpetue molestie che egli dava a quello di Grado. Del quale atto, conseguito senza il ministero delle armi, e col solo incuter timore all&#8217;infesto prelato, ebbe Orso larghissima lode dagli storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 solo a farsi vindice degli oltraggi ed ingiustizie altrui, ed a conservare l&#8217;interna pace e il prosperamento delle industrie e dei commerci intese il doge, ma anche cur\u00f2, unito col figlio Giovanni, l\u2019abbellimento e il decoro delle isole. Innalzar fece in Eraclea, patria dei suoi maggiori, allora appellata Cittanuova, un palazzo; promosse ed eccit\u00f2 lo asciugamento delle paludi, la erezione di nuovi edifici in Rialto, il popolamento di genti, di templi e di case dell&#8217;isola di Dorsoduro, che divenne quindi uno dei sestieri della citt\u00e0 di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente, dopo di aver governato con giustizia e gloria per oltre diciassette anni, passava Orso a vita migliore nell&#8217;881, ottenendo sepoltura condegna in San Zaccaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il di lui ritratto tiene nella destra mano il solito cartellino, con questa inserzione :<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">FVRENTES DALMATAS COMPESCVI : SARACENOSQVE,<br \/>\nITALIAM VASTANTES, APVD TARENTVM FELICITER PROFLIGAVI. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia 1861<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Orso I Partecipazio. Doge XIV. Anni 864-881. Nel commovimento generale degli animi per l&#8217;accaduto assassinio del doge, il popolo, raccolto in Rialto, elesse, di unanime consentimento, Orso I Partecipazio; il quale tosto diede mano a punire i rei ed a premiare i servi fedeli del suo predecessore, siccome antecedentemente dicemmo. 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