{"id":1126,"date":"2016-02-15T16:49:33","date_gmt":"2016-02-15T16:49:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=1126"},"modified":"2022-12-26T14:31:08","modified_gmt":"2022-12-26T14:31:08","slug":"isola-di-san-giorgio-in-alga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=1126","title":{"rendered":"Isola di San Giorgio in Alga."},"content":{"rendered":"<h3>Isola di San Giorgio in Alga. Chiesa e Monastero dei Carmelitani Scalzi. <em>Chiesa e Monastero demoliti<\/em><\/h3>\n<p><strong>Storia dell&#8217;isola, della chiesa e del monastero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un&#8217;isola della veneta laguna, che dall&#8217;alga marina ivi in molta copia solita di fermarsi acquist\u00f2 il nome, la famiglia <strong>Gattara<\/strong> fond\u00f2 una chiesa, e la dedic\u00f2 al <em>martire San Giorgio<\/em>, la di cui devozione era molto invalsa tra i veneziani. Ne fece la solenne consacrazione il vescovo di Castello <strong>Marco Michieli<\/strong> nel giorno 29 di aprile dell&#8217;anno 1228, e si ha per tradizione, che vi abitassero in un monastero presso di essa religiosi <em>Benedettini<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiti poi questi dall&#8217;isola vi si introdussero eremiti <em>Agostiniani<\/em> del di cui antico istituto molti si contavano i luoghi sparsi per la veneta laguna. \u00c8 opinione di alcuni scrittori, che un eremita spagnolo di nome <strong>Lorenzo<\/strong> disceso in Italia nell&#8217;anno 1350, fabbricasse un monastero sotto la <em>regola di Sant&#8217;Agostino<\/em> in quest&#8217;isola, ove visse tre anni e adun\u00f2 sotto la sua disciplina molti discepoli; d&#8217;onde ebbe origine la congregazione, detta del <em>Beato Lorenzo in Alga di Venezia<\/em>, che fu poi unita nell&#8217;anno 1579 alla congregazione degli <em>eremiti di San Girolamo<\/em>, fondata dal Beato <strong>Pietro da Pisa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desideroso per\u00f2 di maggior ritiro si ritir\u00f2 nella riviera occidentale di Genova detta <em>Sestri di Ponente<\/em>, ed ivi nell&#8217;anno 1353 fabbricate per s\u00e9 e per i suoi discepoli alcune cellette, stabil\u00ec la sua congregazione, detta in <em>Alga di Venezia<\/em>. Stette il monastero in potere degli <em>eremiti Agostiniani<\/em> sinch\u00e9 al declinare del secolo XIV mancati a poco a poco i religiosi e la osservanza, essendo rimasto col solo priore per nome <strong>Beltramo<\/strong>, fu dal pontefice <strong>Bonifacio IX<\/strong> ridotto in commenda, e con tale titolo concesso a <strong>Lodovico Barbo<\/strong> patrizio veneto, quanto giovine d&#8217;anni, altrettanto maturo per piet\u00e0, e per dottrina, per di cui beneficio ivi fond\u00f2 la celebre congregazione dei <em>Canonici Secolari<\/em>, detti <em>di San Giorgio in Alga<\/em>. Tali furono d&#8217;essa i principi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deliberarono nell&#8217;anno 1400, due giovani veneti <strong>Antonio Correr<\/strong> e <strong>Gabriel Condulmero<\/strong>, ambi nipoti di <strong>Angelo Corraro<\/strong>, patriarca allora di Costantinopoli, e poi sommo pontefice sotto nome di <strong>Gregorio XII<\/strong>, di abbracciare lo stato ecclesiastico: indi fu il <strong>Corraro<\/strong> eletto decano della <em>Chiesa di Coron<\/em>, ed il <strong>Condulmero<\/strong> ottenne un canonicato nella <em>Cattedrale di Verona<\/em>. Dimorarono quindi insieme in Verona per un anno intero, esercitandosi in continui atti di religione, sinch\u00e9 richiamati dai loro parenti a Venezia, continuarono nelle loro case paterne a dare tali esempi di virt\u00f9, che molti giovani nobili loro si diedero per discepoli e compagni. Adunati dunque tutti insieme nella privata casa di <strong>Antonio Correr<\/strong> nella <em>parrocchia di San Biagio<\/em>, ivi concordemente vissero, servendo con esemplarit\u00e0 al Signore, sino a tanto che giunto in Venezia il sopra menzionato <strong>Angelo<\/strong> patriarca di Costantinopoli li trasfer\u00ec primieramente alla propria pi\u00f9 comoda abitazione, da dove poi col consenso dello stesso patriarca per desiderio di pi\u00f9 quieto ritiro passarono al <em>monastero di San Nicol\u00f2 del Lido<\/em>, che per le guerre avute contro i Genovesi ridotto quasi a forma di albergo militare era restato vuoto dei <em>monaci Benedettini<\/em> antichi abitatori di esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre quivi esemplarmente vivevano, col timore per\u00f2 di dover quanto prima cedere il luogo a monaci, che ritornassero, <strong>Lodovico Barbo<\/strong>, priore (come si disse) di <em>San Giorgio in Alga<\/em>, ansioso di promuovere nel luogo a s\u00e9 raccomandato il divino culto li invit\u00f2 a ritirarsi nel suo priorato, ove in totale sicurezza, e in libera quiete potessero come bramavano servire a Dio. Erano allora quei, che si ridussero a <em>San Giorgio in Alga<\/em>, in numero di otto, e fra essi <strong>Marin Quirini<\/strong> uomo di singolare spirito, a cui portandosi bene spesso per visitarlo l&#8217;angelico giovine <strong>Lorenzo Giustiniani<\/strong> figlio di una di lui sorella, rest\u00f2 talmente rapito dalla modesta e santa conversazione dei giovani congregati, che secondando gli inviti della divina sapienza, che lo chiamava, ivi destin\u00f2 di dedicarsi al divino servigio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si accrebbe indi a poco la nascente congregazione con altri sette soggetti di nobile sangue ai quali tutti concesse papa <strong>Bonifacio IX<\/strong> a preghiere del priore <strong>Lodovico Barbo<\/strong> il titolo di canonici secolari, istituendo nel <em>Monastero di San Giorgio in Alga<\/em> una nuova congregazione, alla quale per commissione pontificia diede le leggi, ed ordin\u00f2 le costituzioni <strong>Angelo Barbarigo<\/strong> vescovo allora di Chissamo, e poi cardinale di Santa Chiesa. Convocati poi avanti di s\u00e9 nel giorno 30 di ottobre dell&#8217;anno 1404 gli uomini venerabili <strong>Marin, Quirini, Antonio Carraro<\/strong> e gli altri tutti di lor religiosa compagnia, e dichiarati a nome del pontefice, e con consenso del priore <strong>Barbo<\/strong>, canonici della chiesa <em>collegiata di San Giorgio in Alga<\/em>, assegn\u00f2 le due terze parti delle rendite dell&#8217;antico monastero alla loro comune sussistenza, riservando l&#8217;altra terza parte all&#8217;onesto mantenimento del <strong>Barbo<\/strong>, che tuttavia si ritenne il titolo di priore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eletto poi al supremo apostolato col nome di <strong>Gregorio XII<\/strong>, il sopra lodato <strong>Angelo Corraro<\/strong>, chiam\u00f2 egli tosto a Roma i due suoi nipoti, i quali per prima grazia impetrarono dal zio, che confermasse con apostolica autorit\u00e0 la nuovamente stabilita congregazione. Indirizz\u00f2 il pontefice al priore <strong>Barbo<\/strong> la bolla della conferma nel giorno 27 di gennaio dell&#8217;anno 1407, e poco dopo decor\u00f2 i canonici con le facolt\u00e0 di poter usare abito di colore violaceo. Corrisposero i nuovi canonici alle beneficenze pontificie, ed alla santit\u00e0 dell&#8217;ordine con tali esempi di virt\u00f9, e di buoni costumi, che ben tosto molte citt\u00e0 del veneto stato gli invitarono a fondare nei loro recinti nuovi monasteri, e fra queste prima di tutte Padova per donazione fatta dal vescovo <strong>Stefano Carrarese<\/strong> gli accolse nell&#8217;antico <em>Monastero di San Giovanni Decollato<\/em>, che prima si chiamava di San Giovanni Evangelista dell&#8217;ordine benedettino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono non molto dopo dal pontefice <strong>Gregorio XII<\/strong> dichiarati cardinali di santa chiesa i due suoi nipoti <strong>Antonio Correr<\/strong>, e <strong>Gabriel Condulmero,<\/strong> dei quali il <strong>Condulmero<\/strong> aveva prima di essere assunto alla porpora rinunziato alla sua congregazione il priorato della <em>Collegiata Chiesa di Sant\u2019Antonino<\/em> fuori delle mura di Vicenza, a cui era annesso il priorato dei <em>Santi Fermo e Rustico di Lonigo<\/em>, dichiarandovi priore il sacerdote <strong>Lorenzo Giustiniano<\/strong> uomo per santit\u00e0 di vita, onest\u00e0 di costumi e per tutte le virt\u00f9 sommamente laudabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli stessi tempi <strong>Lodovico Barbo<\/strong> assai noto per la sua prudenza e virt\u00f9 al pontefice<strong> Gregorio XII<\/strong> fu da esso istituito abbate commendatario di <em>Santa Giustina di Padova<\/em>, ove con tale fervore intraprese la riforma di quel monastero, che ridotto al primiero stato di regolare osservanza lo vide divenuto Capo dell&#8217;illustre congregazione, detta <em>di Santa Giustina di Padova<\/em>. Vacando dunque per la partenza del <strong>Barbo<\/strong> il priorato veneto di <em>San Giorgio in Alga<\/em>, ad esso fu chiamato per unanime consenso dei canonici nel giorno 9 di settembre dell&#8217;anno 1409 San <strong>Lorenzo Giustiniani<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dilat\u00f2 sotto capo s\u00ec venerabile la nuova congregazione, la quale acquist\u00f2 tre monasteri nelle illustri citt\u00e0 di Verona, Bologna e Padova, cosicch\u00e9 credendo opportuno che a questi fra se lontani membri soprastesse un solo capo, destinarono i religiosi di eleggere un rettore generale, che governando di presenza il <em>Monastero di San Giorgio in Alga<\/em> presedesse nello stesso tempo anche agli altri monasteri della congregazione, e primo di tutti assunsero a tal peso nell&#8217;anno 1424 il lodato San <strong>Lorenzo Giustiniano<\/strong>, che per ben otto volte amministr\u00f2 l&#8217;intera congregazione con titolo di Rettore Generale. Presedeva egli dunque per la quarta volta nel 1421, quando con giubilo universale, e massimamente dei canonici di San <em>Giorgio in Alga<\/em> fu esaltato alla sede di San Pietro il cardinal <strong>Gabriel Condulmero<\/strong> col nome di <strong>Eugenio IV<\/strong>, il quale conferm\u00f2 tosto con amplissimo diploma tutti i privilegi concessi alla congregazione da <strong>Bonifacio IX<\/strong>, da <strong>Gregorio XII<\/strong>, e da <strong>Martino V<\/strong>, sommi pontefici, e le un\u00ec il priorato di <em>Santa Margarita di Polverara<\/em>, e di <em>Santa Maria d&#8217;Ispida<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre per\u00f2 il corpo della congregazione andava ampliandosi coll&#8217;acquisto di nuovi monasteri, la chiesa, e le altre fabbriche di <em>San Giorgio in Alga<\/em> infiacchite dalla loro vecchiezza davano non piccoli indizi di vicina caduta. Perloch\u00e9 accorrendo all&#8217;istantaneo bisogno i canonici posero mano all&#8217;opera, a di cui sussidio assegn\u00f2 <strong>Eugenio IV<\/strong> una determinata, non per\u00f2 grande, somma di soldo, e con fatica terminarono nell&#8217;anno 1458, la chiesa grande bens\u00ec, ma povera, e di abbellimenti materiali affatto disadorna, il di cui pregio consisteva nei soli spirituali tesori da essa posseduti. Erano questi un frammento del legno della Santissima Croce, provato gi\u00e0 dal vescovo di Chioggia coll&#8217;esperimento del fuoco; una spina, e della veste inconsutile del Redentore; ed un piede del martire titolare San Giorgio; le quali reliquie in adattato nicchio riposte furono nell&#8217;anno 1589.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuovo accrescimento di monasteri ottenne in questo frattempo la congregazione. Poich\u00e9 nell&#8217;anno 1437 le fu unito il <em>Convento di San Pietro di Brescia<\/em>; e nell&#8217;anno 1462 per concessione del senato ottenne in Venezia l&#8217;antica <em>Abbazia di San Cristoforo degli Umiliati<\/em>, detta volgarmente<em> della Madonna dell\u2019Orto<\/em>; e vi si aggiunsero nell&#8217;anno 1468 il <em>Convento di San Salvatore in Lauro<\/em> di Roma per dono del cardinal Latino <strong>Orsini<\/strong>, e finalmente nell&#8217;anno 1486 quello di <em>San Rocco<\/em> nella citt\u00e0 di Vicenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Progressi cos\u00ec fortunati furono per\u00f2 di tratto in tratto amareggiati per la morte di quegli illustri soggetti, che sortiti dal seno della congregazione le davano decoro non meno per le esimie virt\u00f9, che per le dignit\u00e0 da loro sostenute; mentre nell&#8217;anno 1445 mor\u00ec nel <em>Monastero di San Giovanni decollato di Padova<\/em> il piissimo cardinale <strong>Antonio Corraro<\/strong>, il di cui corpo, come egli prescrisse, fu portato a seppellire nella <em>Chiesa di San Giorgio in Alga<\/em>, ed al di lui sepolcro fu inciso il titolo di fondatore della congregazione. Due anni dopo manc\u00f2 di vita il pontefice <strong>Eugenio IV<\/strong>, nel giorno 22 di febbraio 1447 e nell&#8217;anno 1456 add\u00ec 8 gennaio vol\u00f2 al cielo il santissimo patriarca <strong>Lorenzo Giustiniani<\/strong>, di cui fu discepolo e successore il patriarca <strong>Maffeo Contarini<\/strong> figlio di questa congregazione, la di cui morte segui nell&#8217;anno 1460.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maggiore per\u00f2 era il danno, che riceveva lo stato spirituale dei canonici da una certa tepidezza di vivere, che li ritraeva dal loro primiero fervore. Perloch\u00e9 sollecit\u00f2 il pontefice <strong>Paolo II<\/strong> di conservare lo splendore di una congregazione fondata dai suoi maggiori prescrisse nell&#8217;anno 1470 al patriarca di Venezia, ed all&#8217;abbate di San Giorgio, che sceglier dovessero dodici dei pi\u00f9 provetti canonici, dei quali cura fosse il fare rifiorire negli altri l&#8217;antica santit\u00e0 dei costumi, per la conservazione della quale si affatic\u00f2 poi con merito <strong>Gregorio Scalpi<\/strong> padovano, eletto rettore generale nell&#8217;anno 1485.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Restituita dunque la congregazione all&#8217;esattezza dell&#8217;osservanza, ottenne circa l&#8217;anno 1496 il <em>Monastero di San Giovanni di Rimini<\/em>, e vide nell&#8217;anno 1508 uno dei suoi canonici <strong>Luigi Contarini<\/strong> innalzato alla sede patriarcale di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale fu lo stato della congregazione dei <em>Canonici Secolari di San Giorgio in Alga<\/em>, i quali servirono a Dio, ed alla chiesa senza legame dei voti, perch\u00e9 assunto al pontificato San <strong>Pio V<\/strong>, per maggiormente unirli a Dio loro prescrisse nell&#8217;anno 1568 che col solito rito dei regolari dovessero pronunziare la solenne professione dei voti. Non fu per\u00f2 bastante n\u00e8 men questo quantunque fortissimo vincolo per trattenere in una costante disciplina il vivere dei canonici divenuti regolari. Poich\u00e9 col solito corso delle cose umane raffreddandosi l&#8217;antico fervore, e l&#8217;amore della solitudine e dello studio a poco a poco si allontanarono dall&#8217;esatta osservanza di quelle regole, nelle quali erano stati fondati. Usc\u00ec perci\u00f2 dall&#8217;apostolica autorit\u00e0 di <strong>Clemente IX<\/strong> nell&#8217;anno 1668 un decreto, che sciolse, ed annull\u00f2 perpetuamente la congregazione dei <em>Canonici di San Giorgio in Alga<\/em> di Venezia, applicandone i beni cos\u00ec sacri, che profani ad altri usi pii, e massime a sussidio dell&#8217;aspra guerra, che sosteneva la Repubblica veneziana contra il nemico comune della cristianit\u00e0. In tal modo per\u00ec una congregazione, che aveva dato alla chiesa, ed a Venezia tanto decoro, e numerava tra i suoi figli un sommo pontefice, cardinali, patriarchi, vescovi, e sopra tutti l&#8217;ammirabile ornamento della sua patria, lode e gloria dei Prelati l&#8217;incomparabile San <strong>Lorenzo Giustiniani<\/strong> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 per\u00f2 il sacro luogo non andasse per la mancanza di abitatori in presta rovina, fu consegnato al sacro <em>Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola<\/em>, i quali per la loro professata povert\u00e0, e per la mancanza di esterni sussidi, furono ben presto sforzati ad abbandonarlo.&nbsp; Sottentrarono poi in loro luogo nell&#8217;anno 1690 i religiosi <em>Carmelitani della Riforma di Santa Teresa<\/em>, detti gli <em>Scalzi<\/em>, i quali ridussero ben presto l&#8217;orrida deformit\u00e0 dell&#8217;abbandonato monastero ad una modesta, e religiosa vaghezza, ed amenit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Convenne per\u00f2, che una non mediocre spesa fatta nel restauro si della chiesa, che dell&#8217;altre abitazioni si replicasse per un funesto incendio, che fortuitamente insorto nel giorno 11 di luglio dell&#8217;anno 1716 consum\u00f2 la chiesa, ed una gran parte del monastero, riducendo con deplorabile disgrazia in cenere la famosa libreria, fondata gi\u00e0 dal cardinal <strong>Antonio Corraro<\/strong>, in cui oltre i di lui molti libri si accoglievano anche quelli che aveva donati il pontefice <strong>Eugenio IV<\/strong> e moltissimi altri lasciati gi\u00e0 in testamento alla congregazione dal cardinal <strong>Girolamo Aleandro<\/strong>. Si preserv\u00f2 per\u00f2 prodigiosamente illesa tra il fuoco, che l&#8217;attorniava, la parte pi\u00f9 nobile del monastero, ove trasse la regolare sua vita mentre era canonico il santo patriarca <strong>Lorenzo<\/strong>. Imperocch\u00e9 le fiamme divoratrici scorrendo con impeto, tostoch\u00e9 arrivarono a lambire quelle fortunate mura quasi in segno di riverenza retrocessero, nessun segno nemmeno in esse lasciando d&#8217;averle toccate. Nel rinnovamento del monastero, che ben presto nobilmente rest\u00f2 compito, fu espressa in una iscrizione di marmo la memoria di tal prodigio. (1)<\/p>\n<p><strong>Visita della chiesa (1733)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa chiesa si incendi\u00f2 con tutte le pitture che ora si vedono tre tavole del <strong>Litterini<\/strong> ed alcuni quadri negli angoli in alto, ed altro con vari Santi del <strong>Medi<\/strong>. Nella cappella di San <strong>Lorenzo Giustiniani<\/strong> nel convento vi \u00e8 quanto al santo apparve la <em>Divina Sapienza<\/em>, ed il miracolo quando la sua stanza rimase illesa in mezzo alle fiamme dell&#8217;ultimo sopraccennato incendio, opere del Cav <strong>Bambini<\/strong>. Nel refettorio vi \u00e8 la <em>Crocifissione di Cristo<\/em> opera preziosa di <strong>Donato Veneziano<\/strong> fu conservata dal fuoco. (2)<\/p>\n<p><strong>Eventi pi\u00f9 recenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo veneziano aveva una cura speciale per <em>San Giorgio in Alga<\/em> poich\u00e9 era costante usanza di ricevere nell&#8217;isola gli ambasciatori dell&#8217;Impero e di Spagna e tutti i principi che venivano a Venezia dalla parte di terra. L&#8217;occasione pi\u00f9 solenne ebbero la chiesa e il convento di sfoggiare tutta la loro pompa nel 1782, quando il 5 di maggio papa <strong>Pio VI<\/strong> giungeva a Venezia. La citt\u00e0 era tutta in festa, poich\u00e9 fin dalla mattina gli spari della fusta ormeggiata in bacino di san Marco aveva annunziato che il serenissimo <strong>Paolo Renier<\/strong> con i consiglieri della <em>Quarantia Criminale<\/em> e i <em>Savi<\/em> erano montati sui tre peatoni ducali, tutti ricoperti di broccato d&#8217;oro e di velluto cremisi, per recarsi ad incontrare il pontefice che se ne ritornava da Vienna. Le barche seguivano a migliaia il doge, che scese a <em>San Giorgio in Alga<\/em>, mentre il patriarca a capo di tutti i vescovi dello stato veneto, si spingeva fino alla sosta del <em>Moranzan<\/em> per aspettare l\u00ec l&#8217;arrivo del papa. (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1806 l&#8217;isola venne consegnata ai militari, i carmelitani si contrarono nel convento degli <em>Scalzi<\/em> di Venezia. Fu demolita la chiesa, il campanile, gli adiacenti edifici ed asportato il portale gotico, serv\u00ec da carcere politico, venne qui relegato anche <strong>Domenico Morosini<\/strong> a causa di un sonetto scritto contro l&#8217;imperatore d\u2019Austria <strong>Federico II,<\/strong> ed infine serv\u00ec come polveriera. Nel 1961 il patriarca di Venezia <strong>Roncalli<\/strong>, futuro Papa <strong>Giovanni XXIII<\/strong>, compr\u00f2 l&#8217;isola dal comune di Venezia e progettava di ridarne nuova vita, ma nel 1973 il patriarcato la ritorn\u00f2 allo stesso comune, nello stesso anno venne asportato e rubato il bassorilievo raffigurante <em>San Giorgio e il drago<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) ANTONIO MARIA ZANETTI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della citt\u00e0 di Venezia ossia Rinnovazione delle Ricche Miniere di Marco Boschini (Pietro Bassaglia al segno di Salamandra &#8211; Venezia 1733)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) CESARE ZANGIROLAMI. Storia delle chiese dei monasteri delle scuole di Venezia rapinate e distrutte da Napoleone Bonaparte (Arti Grafiche Vianelli Mestre 1962).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Isola di San Giorgio in Alga. Chiesa e Monastero dei Carmelitani Scalzi. Chiesa e Monastero demoliti Storia dell&#8217;isola, della chiesa e del monastero In un&#8217;isola della veneta laguna, che dall&#8217;alga marina ivi in molta copia solita di fermarsi acquist\u00f2 il nome, la famiglia Gattara fond\u00f2 una chiesa, e la dedic\u00f2 al martire San Giorgio, la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":24385,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[103],"tags":[195,171],"class_list":["post-1126","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-isole-isole","tag-san-giorgio-in-alga","tag-sestiere-di-dorsoduro"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Francesco-Guardi-San-Giorgio-in-alga.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1126","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1126"}],"version-history":[{"count":29,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1126\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96474,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1126\/revisions\/96474"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}