{"id":109380,"date":"2024-01-20T06:47:47","date_gmt":"2024-01-20T06:47:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=109380"},"modified":"2024-01-20T06:47:51","modified_gmt":"2024-01-20T06:47:51","slug":"la-chiesa-di-san-lorenzo-e-la-tomba-di-marco-polo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=109380","title":{"rendered":"La Chiesa di San Lorenzo e la tomba di Marco Polo"},"content":{"rendered":"\n<h3>La Chiesa di San Lorenzo e la tomba di Marco Polo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;anno 809 dal doge <strong>Angelo Partecipazio,<\/strong> &#8220;<em>in una delle isole dette Gemine<\/em>&#8220;, veniva edificata la <em>Chiesa di San Lorenzo<\/em> e nell&#8217;841 <strong>Roman<\/strong>a, nipote del doge, fondava accanto alla chiesa un monastero di monache Benedettine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Distrutta la chiesa nel 1105, \u00e8 tradizione che fosse ricostruita dall&#8217;abadessa <strong>Sicaria Carosio<\/strong>, ma alla fine del secolo decimosesto presentando la chiesa gravi danni e minacciando pericolo di rovina la priora <strong>Paola Priuli<\/strong> la fece demolire e ne eresse una pi\u00f9 vasta su modello di <strong>Simon Sorella<\/strong>, <em>proto<\/em> delle <em>procuratie de supra<\/em>, spendendo per questa ricostruzione circa ducati cinquantamila. Il celebre <strong>Girolamo Campagna<\/strong> disegn\u00f2 il grandioso altare del Sacramento che venne eseguito dal valente scalpellino <strong>Giammaria da Cannaregio<\/strong>; mole poderosa d&#8217;ispirazione classica con ricco tabernacolo, ornato di pietre dure, di statue di angeli, di santi e bassorilievi in bronzo. La chiesa era allora splendida di ornamenti, ricca di dipinti dei migliori artisti, di lampade d&#8217;oro e d&#8217;argento, di voti tempestati di gemme; oggi invece, propriet\u00e0 comunale, \u00e8 nuda, cadente, spoglia di qualsiasi dipinto, chiusa al culto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa chiesa, nel portico, ebbe sepoltura <strong>Marco Polo<\/strong> nel 1325 nella stessa tomba del padre al quale &#8220;<em>come a buono et pietoso figliuolo convenia, havea fato fare una molto honorata sepoltura per la conditione di quei tempi, che fu un cassone grande di peitra viva sotto il portico ch&#8217;\u00e8 avanti la chiesa di san Lorenzo nell&#8217;entrare da parte destra con una inscittione tale che denota quella essere la sepoltura di Marco Nicol\u00f2 Polo della contrada di San Giovanni Chrisostomo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni chiesa in quell&#8217;epoca aveva un atrio o vestibolo davanti alla porta principale, chiamato &#8220;<em>protyrum<\/em>&#8220;, che si vuole servisse ad uso dei penitenti essendo allora consuetudine di fare in pubblico l&#8217;emeda dei propri peccati. Esso era considerato come luogo sacro, ma nel secolo decimoquinto, approfittando dell&#8217;oscuti\u00e0 esistente sotto questi portici, si commisero tali infamie che il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> ordinava, dice il <strong>Gallicciolli<\/strong>, dapprima la loro chiusura con cancelli e poi, visto che a nulla servivano i cancelli, la demolizione dei portici stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della tomba di <strong>Marco Polo<\/strong> parla anche <strong>Francesco Sansovino<\/strong> nella sua &#8220;<em>Venetia citt\u00e0 nobilissima et singolare<\/em>&#8221; descrivendo la <em>Chiesa di San Lorenzo<\/em>: &#8220;<em>sotto l&#8217;angiporto \u00e8 sepolto quel Marco Polo cognominato Milione il quale scrisse i viaggi del Monto Nuovo et che fu li primo avanti Cristoforo Colombo che ritrovasse nuovi paesi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E pi\u00f9 oltre lo stesso autore narrando le vite dei &#8220;<em>Veneti illustri<\/em>&#8221; scrive: &#8220;<em>Fu in questo tempo Marco Polo, nobile vinitiano, il quale fu il primo che ricercasse nei tempi suoi le regioni non conosciute et scrisse i viaggi di Trebisonda et del Cattaio, del Paese de Tartari et d&#8217;altre Provincie. Et tornato ricco alla Patria acquist\u00f2 cognome di Milione per le ricchezze portate con lui, nel suo ritorno. Et venuto a morte, fu sepolto sotto il portico fuori de la chiesa di san Lorenzo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel cassone era scolpito l&#8217;arma dei <strong>Polo<\/strong>, che <strong>Marco Barbaro<\/strong>, nelle sue &#8220;<em>genealogie<\/em>&#8220;, ci descrive essere consistita in campo rosso con sbarra d&#8217;oro, carica di tre uccelli neri chiamati in veneziano &#8220;<em>pole<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tomba di <strong>Marco Polo<\/strong>, dai documenti raccolti, non si trovava scavata sotto il pavimento, ma consisteva in un cassone di pietra viva poggiato per terra o sospeso su modiglioni. Per quante ricerche venissero fatte, specialmente dal nostro Municipio alcuni anni or sono, non fu possibile rintracciarla ed \u00e8 certo che durante i lavori della nuova chiesa, verso la fine del Cinquecento, la tomba scomparve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano quasi due secoli che la famiglia dei <strong>Polo<\/strong> era estinta, e forse il cassone che conteneva le ossa del grande viaggiatore sar\u00e0 stato utilizzato per altri scopi e le sue ossa trasportate nei carnaio comune di Sant&#8217;Ariano, piccola isola nelle vicinanze di Torcello, ove per disposizione della Repubblica gi\u00e0 fin dal sedicesimo secolo si portavano i cadaveri dei morti di peste e le ossa scavate dai cimiteri della citt\u00e0, a meno che non siano state frammiste al materiale di demolizione che serv\u00ec ad innalzare il pavimento della chiesa nuova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec Venezia non pu\u00f2 dare oggi onorata sepoltura ai resti mortali di questa splendida figura di patrizio, di mercante, di viaggiatore, di scrittore e di soldato. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 28 luglio 1929<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Chiesa di San Lorenzo e la tomba di Marco Polo Nell'anno 809 dal doge Angelo Partecipazio, \"in una delle isole dette Gemine\", veniva edificata la Chiesa di San Lorenzo e nell'841 Romana, nipote del doge, fondava accanto alla chiesa un monastero di monache Benedettine. 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