{"id":1093,"date":"2023-02-26T05:43:49","date_gmt":"2023-02-26T05:43:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=1093"},"modified":"2023-02-26T07:10:11","modified_gmt":"2023-02-26T07:10:11","slug":"chiesa-dellarcangelo-raffaele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=1093","title":{"rendered":"Chiesa e Monastero di Tutti i Santi vulgo Ognissanti, nel Sestiere di Dorsoduro"},"content":{"rendered":"\n<h3>Chiesa di Tutti i Santi vulgo Ognissanti. Monastero di Monache Benedettine. <em>Monastero secolarizzato<\/em><\/h3>\n<p><strong>Storia della chiesa e del monastero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andava sino dalla met\u00e0 del secolo XV, dimostrando segni di non lontani precipizi l&#8217;antico monastero di <em>Santa Margarita di Torcello<\/em>, ove abitavano monache dell&#8217;ordine cistercense, alcune delle quali afflitte dall&#8217;intemperie dell&#8217;aria, che si rendeva ogni giorno pi\u00f9 insalubre, timorose di restare oppresse dalle rovine, determinarono di cercarsi un ricovero religioso in Venezia. Si present\u00f2 opportuna l&#8217;occasione, che avendo acquistato il monastero per eredit\u00e0 d&#8217;una delle di lui monache una casa nella <em>parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio<\/em>, ivi con permissione pubblica ottenuta nell&#8217;anno 1477, comprarono alcune piccole case contigue, ed eressero in forma di monastero un ospizio, ove abitassero con religiosa riserva le sorelle converse, che mandavano per le provvigioni, ed altri loro interessi alla Dominante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tal luogo dunque bench\u00e9 ristretto, e per la maggior parte fabbricato di tavole, si ritirarono otto monache, e coll&#8217;assenso del patriarca <strong>Maffeo Gerardi<\/strong> vi stabilirono perpetua la dimora, e vicina al povero chiostro eressero un&#8217;angusta chiesa di tavole sotto l&#8217;invocazione di Maria Vergine e di tutti i Santi, con l&#8217;aiuto principalmente di una pia donna chiamata <strong>Corovella Marzana<\/strong>, che avendo una sua figlia di nome <strong>Marina<\/strong> fra dette monache, volontariamente offr\u00ec tutti i suoi beni per la fondazione del nuovo monastero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 stabilito, si congregarono le monache, ed avutane la facolt\u00e0 dal patriarca, elessero nel primo giorno dell&#8217;anno 1474 in loro Abbadessa e fondatrice <strong>Eufrosina Berengo<\/strong>, monaca cisterciense professa in <em>San Matteo di Mazzorbo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quivi vissero per molti anni le buone religiose in somma penuria di ogni cosa, fino a che la divina Previdenza a soccorso dell&#8217;estrema loro povert\u00e0 fece che un&#8217;immagine di <em>Nostra Donna<\/em> collocata in un oscuro angolo del monastero prodigiosamente nella notte precedente alla solennit\u00e0 della visitazione a <em>Santa Elisabetta<\/em> dell&#8217;anno 1504, tutta si vedesse risplendere di lume celeste; onde dal decente luogo fu trasferita alla povera chiesa, e riposta onorevolmente sopra l&#8217;altare. Seguirono poi tanti, e cos\u00ec grandi miracoli d&#8217;istantanee sanazioni, che concorsa la citt\u00e0 tutta a venerarla offri cos\u00ec copiose elemosine ad onore della Vergine, che con esse si pot\u00e9 non solo fabbricare una nobile chiesa, ma anche rendere pi\u00f9 dilatate e pi\u00f9 forti le fabbriche del monastero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frattanto avvertendo le monache, essersi le principali fondatrici trasferite da chiostro a chiostro senza dispensa del supremo pontefice, la di cui autorit\u00e0 non si era neppure implorata per la fondazione del nuovo monastero, umiliarono le loro suppliche al pontefice <strong>Alessandro VI<\/strong>, che paternamente ricevendole ingiunse nel giorno 5 di marzo dell&#8217;anno 1494, al vicario generale del patriarca di Venezia il doverle prosciogliere da qualunque vincolo di scomunica, in cui fossero incorse, ed estinto nel loro monastero l&#8217;ordine cistercense, sostituire quello di San Benedetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passati poi due anni dalla data del diploma lo stesso pontefice con amplissimo privilegio segnato nel giorno 12 di aprile ammise il veneto <em>Monastero degli Ognissanti<\/em> alla partecipazione di tutte le prerogative, ed indulti concessi gi\u00e0 da <strong>Eugenio IV<\/strong>, alla congregazione cassinense; beneficenza che di nuovo fu confermata nell&#8217;anno 1500.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ridotta poi a totale compimento la chiesa, fu decorata coll&#8217;ecclesiastica consacrazione nel giorno 22 di luglio dell&#8217;anno 1586, da <strong>Girolamo Ragazino<\/strong> <em>vescovo di Caorle<\/em>, e poco dopo ne furono accresciuti gli spirituali ornamenti coi sacri corpi dei <em>Santi Maurizio e Demetria Martiri<\/em>, che insieme con altre insigni reliquie furono dalle romane catacombe a questa chiesa trasferiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prova singolare dell&#8217;esemplarit\u00e0 di questo monastero si \u00e8, che nell\u2019anno 1518, <strong>Antonio Contarini<\/strong> zelantissimo <em>Patriarca di Venezia<\/em> estrasse da esso 14 monache di singolar virt\u00f9, ed istituitane una di nome <strong>Cipriana Lando<\/strong> in <em>Abbadessa<\/em>, le condusse al <em>Monastero dei Santi Biagio e Cataldo della Giudecca<\/em>, acciocch\u00e9 coll&#8217;esempio del loro religioso costume riducesse quelle monache ormai troppo rilassate nella monastica disciplina ad un pi\u00f9 regolato modo di vivere religioso; il che col divino aiuto felicemente in non lungo tempo adempirono. (1)<\/p>\n<p><strong>Visita della chiesa (1839)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Le pitture di questa chiesa erano molte e di eccellenti autori. Entrando dalla porta maggiore vi era l&#8217;altare di casa <strong>Fonte<\/strong> (famiglia patrizia) ove si vede Cristo risorgente, opera del <strong>Palma<\/strong>; e sopra questo, un grande quadro rappresentante il Sepolcro di Cristo, con tanta figure, di mano di <strong>Giuseppe Enz<\/strong> (1600-1678).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Segue l&#8217;organo dipinto da <strong>Paolo Veronese<\/strong>: all&#8217;esterno la visita dei tre Magi, ed al di dentro i quattro dottori della Chiesa, con molti angeli che suonano vari istrumenti; e sotto il soffitto il Padre Eterno con alcuni con alcuni angeli d&#8217;intorno, fatti a chiaro e scuro. Dopo l&#8217;organo, segue un quadro con la Strage degli Innocenti, opera del <strong>Cavalier Liberi<\/strong> (1605-1687).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Nella cappella a mano destra dell&#8217;altare di casa <strong>Michiel<\/strong> (famiglia patrizia) vi \u00e8 San Michele Arcangelo, di <strong>Andrea Vicentino<\/strong> (1539-1614). All&#8217;altare maggiore la tavola con tutti li Santi \u201c<em>che ben si pu\u00f2 dire il ritratto del Paradiso<\/em>\u201d (<strong>Marco Boschini<\/strong>) capolavoro di <strong>Paolo Veronese<\/strong>. Dalle parti vi \u00e8 l&#8217;Annunciata, e due figure che rappresentano la Fede e la Speranza, il tutto di <strong>Andrea Vicentino<\/strong>. Dai lati della cappella, dello stesso autore, vi sono Le nozze di Galilea, e Cristo che va trionfante in Gerusalemme. La portella del tabernacolo dell&#8217;altare maggiore \u00e8 cosa preziosa del <strong>Veronese<\/strong>: vi si vede Cristo risorgente. Subito dopo vi \u00e8 un quadro: il Battesimo di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo fatto da San Giovanni, di mano di <strong>Giacomo Albarelli<\/strong>, allievo del <strong>Palma<\/strong>. Segue la tavola della visitazione della Beata Vergine a Santa Maria Elisabetta, una delle pi\u00f9 belle opere del <strong>Cavalier Ridolfi<\/strong> (1594-1658).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Indi un quadro con la Passione di Cristo, di singolare maniera, opera di <strong>Pietro Vecchia<\/strong> (1605-1678). Sopra il coro vi sono tre quadri che rappresentano istorie del Vecchio Testamento, cio\u00e8 la Sentenza di Re Salomone, la visita a Re Salomone della Regina di Saba, ed un&#8217;altra, opere di <strong>Pietro Ricchi<\/strong> (1606-1675) con tutti li ornamenti a chiaro e scuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Il volto dell&#8217;altare maggiore \u00e8 stato dipinto con molti ornamenti di cartelle, fogliami, chiaro scuri etc. e nel mezzo una Gloria di Paradiso, con molti Angeli e Santi, e nella nicchia in capo al detto volto, vi \u00e8 rappresentata la Cena di Cristo con gli Apostoli, con vago ornamento di colonnati. Le figure sono del veneziano <strong>Agostino Laterini<\/strong>, e l&#8217;architettura con ornamenti del bolognese <strong>Giacomo Grassi<\/strong>. (2)<\/p>\n<p><strong>Eventi pi\u00f9 recenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #ded9d9;\">Chiesa e monastero vennero soppressi da Napoleone nel 1807, e lasciati in abbandono, i quadri nel frattempo sparirono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #ded9d9;\">Rimasero in abbandono fino a quando la contessa <strong>Elisabetta Michiel<\/strong>, vedova del senatore <strong>Giovanni Battista Giustinian<\/strong>, pass\u00f2 a miglior vita lasciando le sue tenute di <em>Busco<\/em>, <em>Portobuffol\u00e8<\/em> e <em>Foss\u00e0 di San Don\u00e0<\/em> per la fondazione a Venezia di un ricovero per i malati cronici. Nel 1894 il Comune concesse a titolo gratuito l&#8217;area dell&#8217;ex convento di Ognissanti e il 2 aprile 1904 fu posata la prima pietra per la costruzione dell&#8217;ospedale. (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) CESARE ZANGIROLAMI. Storia delle chiese dei monasteri delle scuole di Venezia rapinate e distrutte da Napoleone Bonaparte (Arti Grafiche E.Vianelli &#8211; Mestre 1962).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) http:\/\/nuovavenezia.gelocal.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa di Tutti i Santi vulgo Ognissanti. Monastero di Monache Benedettine. Monastero secolarizzato Storia della chiesa e del monastero Andava sino dalla met\u00e0 del secolo XV, dimostrando segni di non lontani precipizi l&#8217;antico monastero di Santa Margarita di Torcello, ove abitavano monache dell&#8217;ordine cistercense, alcune delle quali afflitte dall&#8217;intemperie dell&#8217;aria, che si rendeva ogni giorno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":24277,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[10,99],"tags":[173,174,256,171],"class_list":{"0":"post-1093","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-chiese","8":"category-monasteri","9":"tag-chiesa-di-tutti-i-santi-ogni-santi","10":"tag-monastero-di-tutti-i-santi-ogni-santi","11":"tag-parrocchia-di-san-trovaso","12":"tag-sestiere-di-dorsoduro"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/DSC_0928.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1093"}],"version-history":[{"count":46,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1093\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97946,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1093\/revisions\/97946"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24277"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}