{"id":104923,"date":"2024-01-27T07:06:20","date_gmt":"2024-01-27T07:06:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=104923"},"modified":"2024-01-27T07:06:23","modified_gmt":"2024-01-27T07:06:23","slug":"missier-grando-marco-dolce-un-capitano-di-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=104923","title":{"rendered":"&#8220;Missier grando&#8221; Marco Dolce, un capitano di giustizia"},"content":{"rendered":"\n<h3>&#8220;Missier grando&#8221; Marco Dolce, un capitano di giustizia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era nato a Bergamo, aveva dei beni in Friuli ma perseguendo un suo vecchio ideale era venuto a Venezia, la grande allettatrice di quel glorioso Cinquecento, e nel 1574 abitava nella contrada di San Cassian, in <em>Calle del Campaniel<\/em> dietro la chiesa, &#8220;<em>et era capitano dele barche dil Consejo di Diese detto comunemente Capitan da justitia<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si chiamava <strong>Marco Dolce<\/strong> e con l&#8217;attivit\u00e0, l&#8217;ingegno e il grande amore per San Marco aveva raggiunto il grado di &#8220;<em>Missier grando<\/em>&#8220;, una specia di questore dei nostri giorni, il capo del potere esecutivo, rispettato ed obbedito dal popolo veneziano che vedeva in lui il rappresentante e l&#8217;esecutore degli ordini del supremo Consiglio. Portava sempre il costume tradizionale della sua carica: berretto nero e calzoni neri, sopravveste di colore paonazzo e una lunga spada al fianco a forma di scimitarra; sul giubetto aveva ricamato in oro il leone di San Marco, sul berretto la sigla in argento del temuto Tribunale dal quale dipendeva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il magnifica messer <strong>Marco<\/strong>, aveva il titolo di magnifico, era severo ma buono, scrupoloso nel suo dovere e spesso buon consigliere, amico di patrizi e cittadini fra cui <strong>Giovanni Contarini<\/strong> della contrada di San Mois\u00e8, uno dei buoni pittori cinquecentisti, e l&#8217;origine di tale amicizia \u00e8 narrata dal <strong>Ridolfi<\/strong> nelle sue &#8220;<em>Meraviglie dell&#8217;arte ovvero le vite degli illustri pittori veneti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Contarini<\/strong>, di famiglia cittadinesca veneziana, fu alla corte dell&#8217;imperatore <strong>Rodolfo II<\/strong> che lo nomin\u00f2 cavaliere, pass\u00f2 poi a quella d&#8217;Innsbruch dove per questione di donne dovette ritornare in patria &#8220;<em>e presa casa a San Mois\u00e8 continu\u00f2 a dipingere vestendo sempre l&#8217;abito corto con ispada al fianco, cappello pieno di piume e collanna d&#8217;oro al collo donatagli dall&#8217;imperatore. Si incontr\u00f2 una volta con Marco Dolce, grande capitano di giustizia, che volle intendere con quale autorit\u00e0 portasse le armi, a cui Giovanni rispose che era cavaliere e di Casa Contarini. Ma, a persuasione del Dolce, si dispose poi a cangiar abito e vistire la toga veneta, e divenutogli amico, fece il di lui ritratto in piedi cos\u00ec naturale, che portandolo a casa, vi corsero incontro i cani ed i gatti, facendogli festa, credendolo il vero loro padrone<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciando il <strong>Ridolfi<\/strong> la responsabilit\u00e0 di questa sua esagerata affermazione, sappiamo che il <strong>Dolce<\/strong> fu anche amiccissimo di <strong>Paolo Veronese<\/strong> il quale volle ritrarlo nel suo celebre dipinto &#8220;<em>Il doge Andrea Contarini torna vittorioso in citt\u00e0 dopo aver vinto a Chioggia l&#8217;armata dei Genovesi<\/em>&#8221; che si ammira tra le due finestre della parete centrale della sala del Maggior Consiglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Dolce avea nome e dolce era di fatto<\/em>&#8221; cos\u00ec scriveva <strong>Veronica Franco<\/strong> che lo aveva conosciuto giovane qualche anno dopo la sua venuta a Venezia, e che sebbene molto pi\u00f9 anziana di lui, egli aveva con fortuna corteggiata ed amata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marco Dolce<\/strong> mor\u00ec a sessantatre anni, il 2 febbraio 1604, e fu sepolto nella chiesa di San Geminiano &#8220;<em>vestito con habito da cappuccino<\/em>&#8220;: lo accompagnarono al sepolcro &#8220;<em>i Mansionari, i Gesuati numero quattordici con torzi, la scuola de Marinari di san Nicol\u00f2 et il Capitolo della chiesa<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bara era preceduta dai sei <em>Capitani del Consiglio dei Dieci<\/em> ai quali il defunto aveva con suo testamento regalata una grossa torcia per l&#8217;accompagnamento, la la Chiesa di San Geminaino si oppose a quel regalo dichiarando che tutte le cere del funerale appartenevano &#8220;<em>de jure<\/em>&#8221; alla chiesa. La querela non ebbe seguito poich\u00e8 i sei capitani lasciarono le torce accese sulla tomba del loro capo fino a consumazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla morte di <strong>Marco Dolce<\/strong>, dal solito poeta anonimo venne scritto e divulgato il seguente epigramma: &#8220;<em>Qui giace Marco Dolce, zaffo accorto. \/ Lettor, s&#8217;hai qualche fallo, scappa via \/ Che non fingesse per farti la spia, \/ Questo furbo guidone d&#8217;esser morto<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Povero <strong>Dolce<\/strong>, forse senza rancore sorrideva anch&#8217;egli nella sua tomba!. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 28 marzo 1930<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\"Missier grando\" Marco Dolce, un capitano di giustizia Era nato a Bergamo, aveva dei beni in Friuli ma perseguendo un suo vecchio ideale era venuto a Venezia, la grande allettatrice di quel glorioso Cinquecento, e nel 1574 abitava nella contrada di San Cassian, in Calle del Campaniel dietro la chiesa, \"et era capitano dele barche [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":108091,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[2788,4335],"tags":[4620,673,140],"class_list":{"0":"post-104923","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-storie-e-leggende","8":"category-giovanni-malgarotto","9":"tag-https-www-conoscerevenezia-it-p104923","10":"tag-parrocchia-di-san-moise","11":"tag-sestiere-di-san-marco"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Veronese-Il-doge-Andrea-Contarini-ritorna-vittorioso-da-Chioggia.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104923","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=104923"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104923\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":109614,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104923\/revisions\/109614"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/108091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=104923"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=104923"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=104923"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}