{"id":101803,"date":"2023-08-23T05:52:40","date_gmt":"2023-08-23T05:52:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=101803"},"modified":"2023-08-23T06:56:27","modified_gmt":"2023-08-23T06:56:27","slug":"la-galleggiante-e-i-freschi-notturni-in-canal-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=101803","title":{"rendered":"La Galleggiante e i Freschi notturni in Canal Grande"},"content":{"rendered":"\n<h3>La Galleggiante e i Freschi notturni in Canal Grande<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima <em>galleggiante<\/em> venne inaugurata la sera del 28 luglio 1825, per la <em>Sagra di Santa Marta<\/em>, dove prendeva posto l&#8217;arciduca <strong>Francesco Carlo<\/strong> e l&#8217;arciduchessa <strong>Sofia<\/strong> in visita a Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione venne affidata al professore <strong>Giuseppe Borsato<\/strong> dell&#8217;<em>Accademia delle Belle Arti<\/em>. Un fermo suolo era stato posto su di una chiatta, che aveva forma di lungo rettangolo, e che alle intestature veniva a formare due semicircoli circondati all&#8217;intorno da balaustri. Alla foggia di tempietto si alzava nel centro una rotonda, la quale ai due lati, verso poppa e prua, aveva due corpi quadrati, l&#8217;uno che serviva ad atrio, l&#8217;altro ad entrata. Quando si volgeva lo sguardo verso prora, si scorgeva su una conchiglia, da Nereidi sostenuta, una statua sedente, che l&#8217;adriaca donna rappresentava; e quando lo si volgeva a poppa, si vedeva un&#8217;altra figura in pieno rilievo, che il dio del mare esprimeva. Gli ornamenti del&nbsp; naviglio erano del pi\u00f9 finito gusto, e gli uni con gli altri mirabilmente armonizzavano, merito esclusivo di <strong>Francesco Chiurlotto<\/strong>, tappezziere, fra i quali belli e grandissimi erano dei cespi contenenti mille fogge di fiori disposti ai fianchi dei due corpi quadrati. Ampie zimarre di chermisino velluto indossavano i rematori, e di aurato drappo era il loro sott&#8217;abito. Calzavano pure in velluto, ed in capo aveano un quadrato berretto di egual stoffa che le guarnache ed il calzare. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 tardi la galleggiante, in altre forme costruita, venne utilizzata per spettacoli pubblici, preordinati una o due volte al pi\u00f9 in estate. Sopra una gran piatta, una struttura che somigliava vagamente alla struttura della prima g<em>alleggiante<\/em>, illuminata a palloncini, prendevano posto cori, orchestra, artisti di qualche valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto di partenza era di ordinario il <em>Fondaco dei Turchi<\/em>, nel tratto del Gran Canale che corre fra la <em>Chiesa di San Geremia<\/em> e quella di <em>San Stae<\/em> (Sant&#8217;Eustacchio). Ivi si riunivano gondole, battelli, barche di ogni forma, che si raggruppavano attorno alla galleggiante.&nbsp;Lo spettacolo iniziava verso le nove di sera con l&#8217;esecuzione del primo pezzo del programma musicale, che si pubblicava a mezzo dei giornali cittadini. Indi la <em>galleggiante<\/em> si muoveva e le barche dietro, prima poche&nbsp; poi, man mano che la <em>galleggiante<\/em> procedeva lungo il Canale Grande, il loro numero aumentava, per modo che sotto al ponte di Rialto, dove il Canale \u00e8 pi\u00f9 stretto, le barche coprivano interamente la superficie dell&#8217;acqna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corteo sfilava per il canale tra i palazzi illuminati all&#8217;interno, e tra fuochi di bengala che si accendevono sulle rive, negli atri dei maggiori edifici, sul ponte di Rialto,&nbsp; e pi\u00f9 innanzi nel bacino di San Marco,&nbsp; altri fuochi si accendevono nelle barche da cui era accompagnata la <em>galleggiante<\/em>; ed era una vera fantasmagoria, una festa di colori e di forme. Finch\u00e8 l&#8217;orchestra suonava o si cantavano i pezzi del programma e la <em>galleggiante<\/em> si fermava in certi luoghi determinati, dinanzi alla C\u00e0 d&#8217;Oro, sotto al ponte di Rialto, dinnanzi al Municipio, alla volta del canale presso a C\u00e0 Foscari, tutti facevano silenzio e stavano a sentire religiosamente la musica.&nbsp;&nbsp;Con queste fermate, con la difficolt\u00e0 del movimento, s&#8217;impiegano tre ore e pi\u00f9 a percorrere tutto il Canale Grande fino alla Piazzetta di San Marco, dove la serenata finiva con l&#8217;ultimo pezzo di musica, e dove la <em>galleggiante<\/em> arrivava accompagnata da poche gondole, perch\u00e8 le pi\u00f9 l&#8217;avevano abbandonata per via. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) P. G. Morolin. Un viaggietto a Venezia nel mese di ottobre mille ottocentrentotto di un Viniziano adorno d&#8217;Incisioni e Litografie. Venezia 1839<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Venezia colpo d&#8217;occhio letterario, artistico, storico, poetico e pittoresco sui monumenti e curiosit\u00e0 di questa citt\u00e0 per Giulio Lecomte. Prima Versione italiana.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Galleggiante e i Freschi notturni in Canal Grande La prima galleggiante venne inaugurata la sera del 28 luglio 1825, per la Sagra di Santa Marta, dove prendeva posto l'arciduca Francesco Carlo e l'arciduchessa Sofia in visita a Venezia. La costruzione venne affidata al professore Giuseppe Borsato dell'Accademia delle Belle Arti. 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