{"id":101738,"date":"2023-08-25T05:54:18","date_gmt":"2023-08-25T05:54:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=101738"},"modified":"2023-08-25T05:54:20","modified_gmt":"2023-08-25T05:54:20","slug":"il-gioco-dellimpallo-un-gioco-dequilibrio-sul-campanile-di-san-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=101738","title":{"rendered":"Il gioco dell&#8217;impallo, un gioco d&#8217;equilibrio sul Campanile di San Marco"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il gioco dell&#8217;impallo, un gioco d&#8217;equilibrio sul Campanile di San Marco (*)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle feste degli ultimi giorni di carnevale, alla presenza del doge che vi assisteva dalla loggia del Palazzo Ducale verso la Piazzetta, venivano eseguiti anche numerosi giochi di equilibrio, tra i quali celebrati erano quelli che si chiamavano &#8220;<em>impalli<\/em>&#8220;. Questi consistevano in esercizi pericolosi di acrobatismo che venivano fatti per lo pi\u00f9 sopra l&#8217;<em>Angelo<\/em> del Campanile di San Marco o sul Leone di marmo dell&#8217;attico dello stesso campanile, a mezzod\u00ec, ed erano giochi di straordinario equilibrio e di profonda attenzione: &#8220;<em>metter la testa sopra l&#8217;aureola dell&#8217;angelo o del Leone e spinger le gambe in aria a perpendicolo sostenendosi con le sole mani, sventolare stando in piedi sopra l&#8217;Angelo una bandiera di San Marco, e tanti altri giuochi che facevano spavento e davano brividi di paura<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel febbraio del 1760 <strong>Giovanni Bailo<\/strong>, della celebre famiglia veneziana che dette nel Settecento i pi\u00f9 famosi equilibristi, frequantava assiduamente la scuola degli &#8220;<em>Sforzati<\/em>&#8221; situata a San Fantino, e dove si allenavano per le prossime feste di fine carnevale equilibristi, acrobati, pugilatori. Il giovane <strong>Bailo<\/strong> prendeva parte agli esercizi di equilibrio e tanto era valente che nel pomeriggio dell&#8217;ultima domenica di carnevale, 10 febbraio 1760, acquistato del pane, delle castagne e del vino, si rec\u00f2, narra un codice del <strong>Cicogna<\/strong>, &#8220;<em>verso il campanile di san Marco ostinado nel capriccio di voler fare due impalli sulle ali del Leone marmoreo sora la cella delle campane dalla parte di san Giorgio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La piazza era tutta gremita di gente e di maschere, suoni di trombe e di tamburi fendevano l&#8217;aria, ma quando giunse <strong>Giovanni Bailo<\/strong>, preceduto da nove o dieci compagni, che gridavano a squarciagola: &#8220;<em>Impallo! Impallo!<\/em>&#8221; la folla cominci\u00f2 a tacere e guardo il coraggioso che si cimentava nell&#8217;arduo esercizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni<\/strong> sal\u00ec sul campanile, dalla cella campanaria usc\u00ec sull&#8217;attico, &#8220;<em>o sia piedestallo della guglia<\/em>&#8220;, raggiunse il Leone simbolico verso San Giorgio &#8220;<em>e seduto sopra le alle comici\u00f2 a mangiare il pane e le castagne<\/em>&#8220;. Finito il pasto, mont\u00f2 sul dorso del Leone e cos\u00ec in piedi, a quasi ottanta metri dal suolo, bevette tutta la sua bottiglia di vino. La folla in Piazza guardava ammirata e fino a lui saliva un lieve rumore di applausi per i due &#8220;<em>impalli<\/em>&#8221; compiuti. Egli allora volle farne un terzo &#8220;<em>e con temeraria presunzione mont\u00f2 sopra il diadema<\/em> (aureola) <em>del Leone, ma nel voltarsi, il vino bevuto non li permise l&#8217;equilibrio e tracocc\u00f2 abasso e si accopp\u00f2<\/em>&#8220;. Un urlo part\u00ec dalla folla: i miseri resti vennero subito raccolti e dopo due ore erano gi\u00e0 sepolti nel cimitero di San Pietro di Castello.&nbsp;Per quella sera a San Marco tacque la baldoria carnevalesca. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(*) Impallo: corruzione di &#8220;impalato&#8221;, si dice di uomo che sta ritto e fermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO. 9 agosto 1923<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il gioco dell'impallo, un gioco d'equilibrio sul Campanile di San Marco (*) Nelle feste degli ultimi giorni di carnevale, alla presenza del doge che vi assisteva dalla loggia del Palazzo Ducale verso la Piazzetta, venivano eseguiti anche numerosi giochi di equilibrio, tra i quali celebrati erano quelli che si chiamavano \"impalli\". 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