{"id":100956,"date":"2023-07-08T05:59:07","date_gmt":"2023-07-08T05:59:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=100956"},"modified":"2024-01-11T16:14:27","modified_gmt":"2024-01-11T16:14:27","slug":"la-festa-dei-dotti-nel-giorno-di-santa-caterina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=100956","title":{"rendered":"La Festa dei Dotti, nel giorno di Santa Caterina"},"content":{"rendered":"\n<h3>La Festa dei Dotti, nel giorno di Santa Caterina<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno di <em>Santa Caterina<\/em>, il 25 novembre, era nel Cinquecento giorno di gran festa per Venezia: si celebra la <em>festa dei Dotti<\/em> e in quel giorno si aprivano i luoghi di pubblico insegnamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La festa era antichissima poich\u00e9 con decreto dogale risaliva al doge <strong>Piero Gradenigo<\/strong>, eletto nel 1289, il quale aveva stabilito che il principe e la Signoria dovessero in quell&#8217;occasione visitare la chiesa e il monastero di Santa Caterina, dove era badessa la patrizia <strong>Bortolotta Giustinian<\/strong> monaca Agostiniana e figlia del celebre <strong>Nicol\u00f2 Giustinian<\/strong>, gi\u00e0 monaco nel convento di San Nicol\u00f2 del Lido, uscito dal chiostro con il permesso di papa <strong>Alessandro III<\/strong> e ammogliatosi con <strong>Anna<\/strong>, figlia del doge <strong>Vitale Michiel<\/strong>, per non estinguere il casato e i cui discendenti maschi erano tutti morti nella guerra contro l&#8217;imperatore d&#8217;Oriente <strong>Emanuele Comneno<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiesa e il convento di Santa Caterina sorgeva verso il fondo del fondamenta omonima, era originariamente dei frati Agostiniani del Buon Ges\u00f9, detti &#8220;<em>Sacchini<\/em>&#8220;, per la loro rozza veste foggiata a sacco, poi dal 1274 fu delle suore Agostiniane fino alla loro soppressione al principio del secolo decimonono, ed oggi in parte sede del <em>Liceo Marco Foscarini<\/em> e in parte del <em>Convitto Nazionale<\/em>, istituito da <strong>Napoleone<\/strong> nel 1807.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stando alle parole del decreto emanato dal doge <strong>Piero Gradenigo<\/strong> per la festa solenne di Santa Caterina, sembra &#8220;<em>non essere stato che uno spirito di divozione particolare a sospingerlo ad emanarlo<\/em>&#8221; poich\u00e9 e lo fu per la sua elezione avvenuta in quel giorno troppo tardi la ricord\u00f2 se in quel giorno firm\u00f2 il decreto della famosa &#8220;<em>Serrata del Maggior Consiglio<\/em>&#8220;, pibblic\u00f2 soltanto la nuova festa nel 1307, cio\u00e8 posteriore di diciotto anni dalla sua elezione, di dieci al regolamento del nuovo Consiglio, e quindi \u00e8 logico pensareche fu solo per devozione verso questa santa &#8220;<em>le cui celestiali virt\u00f9 non erano minori di quelle che si era procacciate merc\u00e8 gli studi e il sapere<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la Repubblica era questa la <em>festa dei Dotti<\/em>, chiamata da qualche cronista anche la festa della &#8220;<em>Speranza<\/em>&#8220;, poich\u00e9 in questo giorno cominciava l&#8217;educazione dei giovani patrizi e dei cittadini, le nuove speranze della patria: poich\u00e9 in questo giorno si aprivano con pompa la celebre Universit\u00e0 di Padova e tutti i Collegi dello Stato, in questo giorno i professori e i maestri di ogni facolt\u00e0 cominciavano le loro lezioni, era la dottrina che si svolgeva nel suo ritmo regolare di parecchi mesi, dopo gli svaghi e i riposi della campagna che finivano dopo il 2 novembre, col secondo ottavario dei morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il doge, la Signoria le alte cariche dello stato si recavano nei sutosi &#8220;<em>peatoni d&#8217;oro<\/em>&#8221; alla chiesa di Santa Chiesa e il magnifico corteo era accolto alla riva della fondamenta da tutte le principali monache del monastero, nella chiesa si ascoltava la messa solenne cantata dal musici della Cappella Marciana, nella sala maggiore del convento veniva imbandito un suntuoso rinfresco e quando il doge partiva il campanile della chiesa suonava a distesa e tutti i campanili della citt\u00e0 rispondevano a festa: da quel momento erano aperte le scuole nella terra di San Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica non solo vegliava sugli studenti, ma anche sui professori, e se raccomandava la benevolenza reciproca fra scolaro e insegnante come fondamento dell&#8217;educazione &#8220;<em>la quale non deve soltanto colturare l&#8217;animo e l&#8217;ingegno, ma rendere vigoroso il corpo cogli esercizi fisici<\/em>&#8220;, dai pubblici maestri esigeva non soltanto le prove della loro valentia, m faceva indagini scrupolose sui loro costumi. Cos\u00ec nell&#8217;agosto del 1544 toglieva l&#8217;insegnamento ad uno <strong>Stefano Piazzone<\/strong> &#8220;<em>qual teniva scola di grammatica alla Madonna della Fava<\/em>&#8221; e aveva buona nominanza, essendo stato anche maestro di <strong>Paolo Manuzio<\/strong> e di parecchi patrizi. Il <strong>Piazzone<\/strong> era stato denunciato ai &#8220;<em>magnifici zudesi de Procurator<\/em>&#8221; di essersi invischiato nell&#8217;amorazzo di una mala femmina, certa <strong>Andriana Zavatina<\/strong> &#8220;<em>qual stava a san Lio in la calle del Paradiso<\/em>&#8220;, e, risultata vera la denuncia il maestro fu licenziato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>festa dei Dotti<\/em> continu\u00f2 con il suo solito splendore per qualche secolo nella Dominante, ma nella met\u00e0 del Settecento sofferse non lievi modificazioni: era sempre giorno festivo, ma il doge con la Signoria non andava pi\u00f9 alla chiesa di Santa Giustina e solo per tradizione, al suono delle campane si aprivano le scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando fu istituito il <em>Convito Nazionale Marco Foscarini<\/em>, il celebre abate <strong>Traversi<\/strong>, direttore dell&#8217;Istituto, volle rievocare in qualche maniera quel vecchio costume veneziano, e nella chiesa attigua alla scuola, raccoglieva in quel giorno tutti gli studenti del Convitto, e dopo ascoltata la messa parlava loro, con la sua parola erudita ed elegante, di Santa Caterina e della Repubblica che fu per secoli terra di libert\u00e0, di sapienza, di studio. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO. 29 ottobre 1933<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Festa dei Dotti, nel giorno di Santa Caterina Il giorno di Santa Caterina, il 25 novembre, era nel Cinquecento giorno di gran festa per Venezia: si celebra la festa dei Dotti e in quel giorno si aprivano i luoghi di pubblico insegnamento. 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