Campo de la Lana a San Simeone profeta, nel Sestiere di Santa Croce

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Capo de la Lana a San Simeone profeta - Sestiere di Santa Croce

Campo de la Lana a San Simeone profeta, nel Sestiere di Santa Croce

Si può dire che il Campo della Lana, nella parrocchia di San Simeone profeta, fosse nei primi anni del 1500 il centro dell’arte dei tessitori di panni di lana, poiché sulla vicina Fondamenta della Croce c’era la “Camera del Purgo“, magistratura che sorvegliava l’arte dei lanaioli, ed ai Tolentini i “Lavadori di lana” che la preparavano pulita e pura prima di tesserla. Nel 1272 volendo la Repubblica, dare maggiore incremento a quell’arte, fece un decreto con il quale si concedeva alloggio gratuito e speciali privilegi a tutti quei forestieri che fossero venuti fra noi ad esercitarla, e molti furono gli accorsi, specialmente Tedeschi.

Difatti in campo della Lana, nelle sue casette basse l’una appresso l’altra, abitavano i lanaioli, in massima parte tedeschi, i quali “herano gran lavoradori ed deseano de la Republica cossa mirabile in bontade ed sapientia“.

Loro gastaldo era nel 1403 tale Votier de Voltierdell’Alemagna alta“; nelle grandi occasioni vestiva di panno verde e verde pure era il mantello che aveva ricamate sulla spalla sinistra le due lettere A. T., arte tessitori. Egli faceva parte della “Camera del Purgo” che giudicava le liti sorte in materia di malefico e vegliava sui proprietari delle fabbriche, sui lavoranti e sulla bontà delle mercanzie.

In breve i panni veneziani divennero celebri, in particolare la sargia e la mezza sargia a colori, e nel 1550 le nostre fabbriche producevano annualmente fino a trentamila pezze di vera e propria lana.

Purtroppo anche per quest’arte giunse la decadenza, e difatti Andrea Tron, Inquisitore alle Arti, nel suo discorso in Senato tenuto il 2 maggio 1784, deplorando la povertà del nostro commercio, affermava che nel corso di un anno non si erano fabbricate che appena dei seimila pezze.

Con la Repubblica scomparve anche l’arte dei tessitori. (1)

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 3 marzo 1925.

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Campo de la Lana, Campo de la Lana, Campo de la Lana, Campiello dei Lavadori de Lana, Sotoportego dei Lavadori de Lana, Campo de la Lana.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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