Camini

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Camini. l fumaioli, o camini, si vogliono usati per la prima volta dai veneziani, non già nel secolo XIV, come opinerebbe il Muratori, ma sebbene poco oltre il 1200, dopo i gravi incendi, che in meno di 50 anni avevano ridotto in cenere la città. Quindi Venezia ne aveva gran copia, molti anni prima che il Carrarese ne insegnasse l’uso ai romani. Le molteplici forme che si osservano nella costruzione della parte esterna, o tromba, di questa interessante parte delle abitazioni, attestano gli studi dei vari tempi, per schivare l’incomodo derivante dal fumo. Con eleganza sono pure costrutte le interne sboccature, serventi ad uso di focolare, e sono anche questo una prova della dovizia e del buon gusto dei veneziani. Singolari per costruzione e grandezza sono gli esterni camini a campana del palazzo Mocenigo a San Stae. Nell’interno degli edifici se ne vedono molti di marmo, con disegni di più stili, sontuosi per ricchezza e per magnificenza. Prima di tutto meritano di essere ammirati i parecchi del palazzo ducale, nelle stanze che erano del doge, di squisito carattere lombardesco, e con delicati lavori di scalpello, più alla molle cera somiglianti che al marmo (1).

(1) Manuale ad uso del forestiere in Venezia GIANJAGOP0 FONTANA VENEZIA, coi tipi di Giovanni Cecchini 1847

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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