Parrocchia di Santa Maria del Giglio vulgo Santa Maria Zobenigo

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Chiesa di Santa Maria del Giglio vulgo Santa Maria Zobenigo - San Marco

Parrocchia di Santa Maria del Giglio vulgo Santa Maria Zobenigo

Posizione Contermina con le anzi descritte Parrocchie di San Marco, di San Luca e di San Stefano, e stendesi pure lungo il Canal Grande che la bagna al Sud.

Località L’isoletta su cui sorge la Chiesa, si chiamava Jubanico, forse a causa di una famiglia di questo nome ivi domiciliata.

Chiesa

Di epoca ignota, però dee rimontare al di là dell’anno 900; poiché sappiamo che, intorno a quel tempo, il Doge Pietro Tribuno, della famiglia Memmo, eletto nell’888, fece costruire a difesa della Città lunga muraglia, la quale, partendo dall’isola Olivolo ossia Castello, procedeva sino a Santa Maria Giubenico, ove si gettava una catena all’opposta riva di San Gregorio, per chiudere con questo mezzo ai legni corsari l’ingresso nel Canal Grande. Le famiglie Giubenico, Erizzo, Barbarigo, Graziaboni e Semitccolo, concorsero al suo innalzamento. Preda delle fiamme nel 976, indi riedificata, sofferse altro incendio l’anno 1105: ricostruita di nuovo, si conservò sino al 1680. Allora minacciando crollare, venne rifabbricata nella forma attuale, a spese particolarmente del Pievano Lodovico Baratti, e dei più cospicui parrocchiani. il Cav. Antonio Barbaro segnalò in quella circostanza la propria generosità con l’esborso di 50 mila Ducati. Dopo quest’ultima riedificazione, fu consacrata, nella terza domenica di luglio l’anno 1700, dal Patriarca di Venezia Gio. Badoaro. Giuseppe Sardi ne fu l’architetto; l’interna disposizione è regolare. L’altar maggiore, ed i laterali sono tutti di fini marmi, e decorati di buone pitture. L’esterno Prospetto sente tutto il peso del cattivo gusto dominante alla fine del secolo XVII in cui fu eretto. Basti osservare, che le statue delle quali è fregiato, rappresentano illustri personaggi con parrucca innanellata, e che nei piedestalli delle colonne, si scolpirono in rilievo le piante di alcune Piazze forti. Sin dall’origine, fu sacra a Santa Maria Annunziata, e si chiamava Santa Maria del Giglio, ciò essendo allusivo al Mistero dell’Annunziazione per la comparsa dell’Angelo col Giglio in mano.

Parrocchia

È una delle più antiche della Città: si annovera fra le cinque Parrocchie matrici; pare che la sua istituzione sia contemporanea alla primitiva fabbrica della Chiesa. Il suo circondario fu ampliato per la riforma del 1810: le si aggiunsero allora alcune frazioni di quelle di San Moisè, e di San Maurizio, e l’intera Parrocchia di San Fantino, tutte soppresse; come altresì una porzione della conservata Parrocchia di Sant’Angelo trasferita a quel tempo in San Stefano.

Chiese nel circondario di questa parrocchia attualmente ufficiale

San Fantino. Sussidiaria. Era Parrocchiale, e fu soppressa, come si è detto, all’epoca della mentovata concentrazione, al qual momento divenne sussidiaria. Questa Chiesa venne fondata sin da remoti tempi; al principio del secolo XVI, fu nuovamente costrutta sopra modello della Scuola dei Lombardi. Nel 1564, J. Sansovino innalzò la Maggior Cappella. il suo Prospetto è semplicissimo, quanto elegante.

Chiese secolarizzate

Scuola di San Girolamo Presso la Chiesa di San Fantino era stabilita una Confraternita per l’assistenza di quegli infelici che, per i loro misfatti, devono subire la pena d’infame supplizio. Nei primordi, quella pia Congregazione si chiamava Scuola di Santa Maria di Giustizia; riformata nel 1458, prese il titolo di San Girolamo, e si diceva Scuola della buona morte. Allora si eresse quell’Oratorio che sorge lateralmente al Tempio di San Fantino, dappoi rinnovato con magnifico marmoreo Prospetto, sopra modello di Alessandro Vittoria, al principio del secolo XVII, e che comincia ad accennare la degradazione delle arti, tanto scadute all’occaso del secolo stesso. Soppressa nel 1807 quella Pia unione, l’Edificio fu destinato a scientifico-letterarie esercitazioni, e in esso risiede il Veneto Ateneo.

Scuola di San Gaetano Altro Oratorio sorgeva all’opposta parte, a San Gaetano intitolato, convertito presentemente in private abitazioni.

Località meritevoli di particolare menzione.

Palazzo Duodo ora Balbi-Valier. Sulla fondamenta Duodo, laterale alla Chiesa di Santa Maria del Giglio, si innalza maestosamente questo Palazzo, opera di semplice ed elegante struttura, molto pregevole anche per la interna disposizione: fu eretto dallo Scamozzi nel 1588.

Corte Minelli. Trovasi questa Corte sulla destra della Chiesa di San Fantino: la Patrizia famiglia Giustinian-Recanati vi possiede uno stabile nel quale ebbe i natali quel Niccolò Giustiniani che, nel secolo XII, con pontificio permesso, usci dal Chiostro di San Niccolò del Lido, per unirsi ad Anna figlia del Doge Vitale II Michiel, all’oggetto di dar successione a quella cospicua famiglia, della quale periti erano, nelle crociate, tutti gli illustri rampolli. Procreati alcuni figli, Nicolò fece ritorno al suo Chiostro: Anno passò a chiudersi in un Monastero di Sant’Ariano, isola di queste lagune. Nella casa medesima nacque pure Lorenzo Giustiniani, che ricevette il battesimo in San Fantino: egli fu il primo Patriarca di Venezia, a quella dignità innalzato nel 1451; poi ascritto in Cielo fra i Santi.

Teatro La Fenice. Antonio Selva, architetto Veneziano, modellò e fece erigere, per conto di una Società, questo magnifico Teatro intorno all’anno 1791. Nel 1792, ricorrendo la festività dell’Ascensione, fu aperto per la prima volta; e vi si diede il Dramma intitolato : I Giochi d’Agrigento, poesia del veneto patrizio Alessandro Popoli, musica di Gio: Paisiello. Divorato dalle fiamme nel 13 dicembre 1836, fu ricostruito entro lo spazio di pochi mesi nella primiera forma, e con maggiore eleganza.

Teatro San Moisè. Piccolo Teatro esisteva nella Corte detta tuttavia del Teatro, presso la Calle lunga di San M0isè, il quale da pochi anni soppresso, ad altri usi fu convertito quel fabbricato. (1)

(1) ANTONIO QUADRI. Descrizione topografica di Venezia e delle adiacenti lagune. Tipografia Giovanni Cecchini (Venezia, 1844)

Parrocchia di Santa Maria del Giglio vulgo Santa Maria Zobenigo dall’Iconografia delle trenta Parrocchie – Pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi. Venezia 1821

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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