Capitello su “bricoła” nel Canale di San Secondo

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Capitello nel Canale di San Secondo

Capitello su “bricoła” nel Canale di San Secondo

Storia del capitello

Sora do bricole che par che se basa, dai tempi antichi ghe xe un Capitelo. Le xe quatro tole, ma le serve da casa a ‘na Madona co in brasso un Putelo. Il capitello di cui vi narriamo in breve la storia è situato lungo il Canale di San Secondo, a circa metà strada fra San Giuliano a Mestre e la punta di San Giobbe a Venezia. Non si conosce esattamente in che anno sia stato costruito ma sembra sia dovuto ad un voto fatto da un soldato tornato vivo dalla prima Guerra Mondiale (altri dicono che la Madonna apparve a due pescatori quale provvidenziale salvagente nel corso d’una improvvisa burrasca e per questo motivo gli dedicarono il capitello, altri ancora sostengono che venne donato alla città dagli austriaci come atto di scusa per l’uccisione di due lattaie mestrine che andavano a vendere la loro merce a Venezia. ConoscereVenezia).

A causa dell’azione dell’acqua salata le briccole su cui poggiava il capitello, sono marcite facendolo finire in acqua. Essendo costruito in legno, fu trovato per caso da un barcaiolo mentre galleggiava portato dalla corrente. Nel 1979 grazie ad un accordo fra i Gruppi Sportivi Voga Veneta di Mestre e Tre Archi di Venezia è stato restaurato e al suo interno è stata collocata un’icona della Madonna Nera (Madonna Nicopeja. ConoscereVenezia), venerata dai Veneziani.

Ogni anno, normalmente la terza domenica di maggio, tutte le barche delle società remiere di Venezia, estuario e terraferma si raccolgono attorno al Capiteo per ascoltare la S. Messa e ricevere la benedizione. (1)

La Madonna Nicopeia

La Madonna Nicopeia o Apportatrice di vittorie, secolare protettrice di Venezia, splende nel rivestimento d’oro, aureolata d’un nimbo a smalti e ornata d’una collana di gemme, e rispecchia la tradizione iconografica bizantina della Epakúusa (Esauditrice) dall’aspetto maestoso che sorregge il Bambino sul petto. L’immagine, giunta da Costantinopoli nel 1204 col bottino della IV crociata, è copia di una antichissima tavola costantinopolitana distrutta dai Turchi nel 1453 durante l’occupazione della città.

La Nicopeia rimase custodita nella sacrestia della basilicadi San Marco fino al 1618 quando fu eretto l’altare attuale nel braccio sinistro del transetto, prima dedicato a san Giovanni Evangelista. L’icona veniva esposta sull’altare Maggiore solo nelle solennità della Purificazione, Annunciazione, Assunzione e Natività della Vergine, alle quali partecipavano il Doge e la Signoria. Altrettanto avveniva in circostanze straordinarie per scongiurare i gravi pericoli che minacciavano lo Stato e per implorare la pioggia o il sereno. La pubblica esposizione dell’immagine veniva fatta pure ogni sabato e per tutta la mattinata si celebravano all’altare delle sante Messe.

Quando si voleva impetrare dalla Vergine grazie particolari l’immagine veniva portata in processione per la Piazza da quattro sacerdoti. Dopo il clero seguivano i nobili a due a due. In alcune circostanze partecipava alla processione il Doge con il Collegio e i magistrati.

Alla caduta della repubblica nel 1797 l’immagine rimase esposta per quindici giorni e il clero e il popolo si accomunarono nella preghiera per impetrare che fossero scongiurati pericoli maggiori. Quando nel 1848 fu proclamata la repubblica di san Marco il popolo si raccolse devotamente intorno alla sua Patrona per implorare protezione nell’imminenza della lotta.

Ancora oggi continua con immutato fervore la devozione alla Nicopeia. L’immagine ogni sabato rimane esposta sul suo altare alla venerazione dei fedeli, e davanti ad essa nelle feste maggiori dell’anno, clero e popolo si raccolgono per il canto delle litanie. Nelle solennità della Purificazione, dell’Annunciazione, dell’Assunta e dell’Immacolata dopo il canto dei vesperi l’effige, trasportata dalla sua cappella all’altare maggiore, viene processionalmente riposta sul suo altare. (2)

(1) http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2011/05/08/news/e-voga-veneta-mestre-inaugura-il-vecchio-capitello-in-legno-1.1429642

(2) TRAMONTIN SILVIO, NIERO ANTONIO, MUSOLINO GIOVANNI. Culto dei santi a Venezia. (Studium cattolico veneziano. 1965)

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FOTO: Francesco Penzo. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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