Rio de Santa Marina ai Santi Giovanni e Paolo (Castello)

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Rio de Santa Marina ai Santi Giovanni e Paolo (Castello)

Rio de Santa Marina ai Santi Giovanni e Paolo (Castello)

S. MARINA (Campo, Rio). La chiesa di S. Marina fu eretta nel 1030 dalla famiglia Balbi. Dapprima fu dedicata a S. Liberale, e, secondo il Sansovino, anche S. Alessio. Quando poi nel secolo XIII seguì la traslazione in Venezia del corpo di S. Marina, s’intitolò a questa Santa. Fu restaurata più volte nei tempi antichi, e due volte nel secolo trascorso, vale a dire nel 1706, e nel 1754. Nel 1818 da parrocchiale divenne succursale di S. Maria Formosa, e nel 1808 fu chiusa. In seguito si distrusse, e sopra la sua area si fabbricarono delle case, sopra un lato delle quali si pose un altarino coll’immagino della Santa.

In parrocchia di S. Marina abitava nel 1485 il celebre pittore Gian Bellino. Ciò è provato dalle Raspe dell’Avogaria, le quali registrano che in quell’anno venne assolto un Giovanni drappiere, incolpato d’aver insultato e ferito un Federico di Nicolò, sensale, che, con la moglie Andriana, ritornava di sera e domo Joanis Bellini pictoris in contrada S. Marinae. Giovanni Bellini venne a morte il 29 novembre 1516, come sotto tal data ricorda il Sanuto con le parole: Se intese questa matina esser morto Zuam Belim, optino pictor, havia ani… la cui fama è nota per il mondo, et cussi vecchio, come l’era, depenzeva per excellentia: fu sepulto a S. Zanepolo in la soa archa, dove etiam è sepulto Zentil Belim, suo fratello, etiam optino pictor. Quest’arca era antecedentemente della famiglia Abati Fiorentina.

In parrocchia di S. Marina chiuse i suoi giorni il 9 maggio 1582 Marcantonio Michiel, autore dei Diari, da noi alcune volte citati. Nota lo Stringa che egli fu il primo, dall’erezione della Scuola Grande di S. Teodoro, ad essere accompagnato alla sepoltura dai confratelli della scuola medesima.

Avendo Taddeo Volpe il 17 luglio 1509, giorno dedicato a S. Marina, riacquistato, col provveditore Andrea Gritti, Padova dalle forze della famosa lega di Cambrai, decretò il Senato che un magnifico mausoleo sorgesse in chiesa di S. Marina al valoroso condottiero, e che ogni anno dovesse il doge con la Signoria visitare nei peatoni dorati la chiesa medesima. Siccome poi era sepolto anticamente in questo sacro recinto il doge Michele Steno, al cui sepolcro vennero appese le chiavi di Padova, perché sotto di lui per la prima volta essa passò in mano dei Veneziani, ciò accrebbe maggiormente la pia credenza che dall’intercessione della Santa dipendesse il nuovo prospero successo.

Nel Supplemento 25 giugno 1622 del Giornale delle Cose del Mondo avvenute negli anni 1621-1623 si legge il seguente aneddoto successo in parrocchia di S. Marina: Mercordi mattina, sendosi levato tempo molto strano, cadi una saetta in casa del Cl.mo S. Polo Zane fu de S. Piero in contrà de S.ta Marina, che colse nel letto il detto Cl.mo, restando però poco offeso, con haverli abbruciato li lenzuoli et coperte, come anco parte delli fornimenti de la camera, senza altro male. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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