Chiesa e Monastero della Santissima Trinità

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Campo de la Salute. Luogo dove si ergeva la Chiesa della Santissima Trinità - Dorsoduro

Chiesa della Santissima Trinità. Monastero dei Cavalieri Teutonici, poi Seminario Patriarcale. Chiesa e monastero demoliti

Storia della chiesa e del monastero

Per i validi soccorsi, coi quali la casa dei Cavalieri Teutonici, religione militare illustre già nell’oriente, aiutò la Repubblica veneziana nella guerra intrapresa circa l’anno 1256 per reprimere le ingiuste violenze dei Genovesi, il doge Reniero Zeno non ingrato del favore (così si esprime nella sua Cronaca il Dandolo) fece fabbricare un monastero sotto il titolo della Santissima Trinità, ed avendolo dotato di possessioni l’offrì alla sopraddetta casa dei Cavalieri Teutonici. Ove situata fosse questa casa della religione dei Teutonici, posseduta prima d’aver il Monastero della Santissima Trinità, ora si ignora, ma pur è certo, che anche avanti, che fosse eletto nell’anno 1252 doge Reniero Zeno, essi avevano stabile domicilio in Venezia, ed in esso nell’anno 1221 (come scrive il Crunovio nel Trattato sopra i Maestri Generali dell’Ordine) tennero il loro generale capitolo per l’elezione ivi eseguita del maestro generale della religione. Posti poi in possesso del nuovo monastero fondato dal doge Zeno, ivi stabilirono la loro residenza, ed essendo poi nell’anno 1298 assediata Tolemaide (ove avevano la principale sede dell’ordine i teutonici) da un innumerabile esercito dei Saraceni, Conrado de Fauchtuvangen gran maestro della religione conoscendo impossibile la difesa si salvò insieme coi suoi cavalieri fuggendo, e sopra ben veloci navi approdato in Venezia ivi trasporto il domicilio principale della sua religione. Variano però gli scrittori prussiani nello stabilire il tempo della primaria residenza fissata in Venezia, perché alcuni la fissano ai tempi di Hermanno de Saltza eletto nell’anno 1210 maestro generale, che morì nell’anno 1221 ed in conseguenza nella primiera casa posseduta dalla religione (e forse quella casa sarà stata Santa Maria della Trinità di giurisdizione dei teutonici), e poi concessa alla Compagnia di Gesù ed altri la rapportano all’anno 1298, in cui il sopraccitato Conrado de Fauchtuvangen, abbandonata Tolemaide, altrimenti detta Acri, si ritirò in Venezia. Più di ogni altro scrittore rischiara questa verità Cristoforo Hartknoch nella dissertazione XIX della Repubblica dei Prussiani, ove scrive, che gli Maestri Generali dell’Ordine Teutonico avendo molte Provincie della lor Religione, risiedettero prima in Acri, poscia in Venezia, e finalmente a Marieburgo in Prussia, facendo amministrare le altre Provincie da Maestri Provinciali. E poi soggiunge, che anche avanti il governo del suddetto Fauchtuvangen i Maestri Generali dell’Ordine abitavano in Venezia. Passò poi il Fauchtuvangen in Boemia, e nella città di Praga chiuse i giorni suoi, dopodiché il capitolo generale dei cavalieri radunato in Venezia elesse Gotfrido Hohenloe per gran maestro dell’ordine, ed avendo questi poco dopo, mentre era in Elbinga di Prussia, rinunziato al suo carico, fu ivi eletto Siffredo Fauchtuvangen, quale tosto (così scrive il Dusburgio storico prussiano) si portò in Venezia alla casa principale dell’ordine. Quivi dimorò alquanto tempo Siffredo, finché nell’anno 1309, ritornò nella Prussia, e trasferì a Mergenburg la residenza principale, che dal tempo della distruzione di Tolemaide fin allora era stata in Venezia. Cominciò in tal occasione la veneta casa dei teutonici a decadere dall’antico suo splendore, e diminuirsi in essa il numero dei cavalieri; ma ciò non ostante continuò la chiesa a frequentarsi dal solito numeroso concorso di popolo, che ivi accorreva per le copiose indulgenze concesse dai sommi pontefici a qualunque chiesa di quella religione militare. Per agevolarsi ero l’acquisto di tali tesori, alcuni devoti uomini nell’anno 1419 impetrarono facoltà dal Consiglio di Dieci d’istituire in essa chiesa una pia confraternita ad onore della Triade Santissima, ed ottennero poi nell’anno susseguente 1420, dal provinciale di Lombardia, e dei Cavalieri Teutonici abitanti in Venezia una porzione del loro Monastero, ad uso degli spirituali esercizi con lo stabilito censo di ducati otto d’oro, da pagarsi ogni anno nell’ottava della Santissima Trinità al maestro provinciale dei cavalieri di Lombardia. Il credito di questa nuova compagnia, e gli esimi atti di religione, nei quali ella si esercitava, le attrassero tosto gli applausi della città, onde molti anche dei più riguardevoli cittadini ricercarono di essere ascritti al numero dei confratelli, ed offrirono copiose elemosine, e ricchi doni a riparazione ed ornamento della chiesa. Fra questi però furono i più pregevoli alcune sacre reliquie donate nell’anno 1448, alla confraternita da Giacomo Pagani vicario del cardinal Pietro Barbo (poi Paolo II) delle quali dalla lodevole avvedutezza del Santo vescovo di Castello Lorenzo Giustiniano prima di permettere: la pubblica venerazione ne fu riconosciuta l’identità con l’esperimento del fuoco, prova in questi secoli non solo permessa, ma frequentemente anche autenticata da Dio con manifesti prodigi.

Nuova porzione poi del monastero a dilatazione del loro ospizio acquistarono i confratelli con le condizioni di livello perpetuo nell’anno 1493, dal provinciale di Lombardia coll’assenso del maestro generale dell’ordine, e di Giovanni Krebel allora priore del monastero di Venezia.

Fu poi per concessione della sede apostolica dato il veneto priorato dei teutonici ai soggetti della patrizia Famiglia Lippomana, fra i quali Andrea Priore uomo di singolare pietà cedette a Sant’Ignazio Lojola le due chiese di Santa Maria Maddalena di Padova, e di Santa Maria dell’Umiltà di Venezia insieme con le loro rendite per fondare in esse due collegi della compagnia recentemente istituita dal santo. Dopo Andrea succedette nel priorato Pietro della stessa famiglia Lippomana, per la di cui morte successa nell’anno 1592, essendosi reso vacante il priorato, Massimiliano arciduca d’Austria, ed eletto Re di Polonia, essendo allora maestro provinciale nella Germania, ed Italia, lo volle conferire al conte Sforza Porzia, il quale però dal senato non fu ammesso al possesso del priorato stesso, essendo ciò ripugnante alle interne leggi della Repubblica. Per toglier però fra i principi amici un’occasione di discordia, stabili il pontefice Clemente VIII, che con la contribuzione di una stabilita somma di soldo all’Ordine dei Teutonici, dovesse il priorato veneto della Santissima Trinità interamente sopprimersi, e la di lui chiesa, e fabbriche annesse assegnarsi per la fondazione del seminario dei chierici, già universalmente comandata dal Sacro Concilio di Trento.

All’erezione di un luogo così necessario già era stato con lettere apostoliche del pontefice Pio IV nell’anno 1563, eccitato il zelo del patriarca Giovanni Tiepolo, il quale per l’innata pietà dell’animo suo ne dispose i principi entro gli antichi chiostri di San Cipriano di Murano, sostenendosi per qualche tempo il grave peso del mantenimento con gli aiuti somministrati dal clero secolare, e dalle monache, e con qualche caritatevole soccorso dei fedeli; sussidi però tutti di gran lunga inferiori al bisogno. Come però l’aggravare di nuove contribuzioni il clero era peso intollerabile alle di lui ristrettezze, ed all’ufficiatura del divino culto nelle chiese parrocchiali, così con nuova apostolica provvidenza accorsovi il sopra lodato pontefice Clemente VIII, nell’anno 1594, stabilì, che unir si dovessero al nuovo seminario tanti benefici ecclesiastici dello stato veneziano, quanti abbisognassero a formare la somma di annui mille ducati di rendita. Mentre dunque in esecuzione del pontificio decreto andavano dal legato apostolico residente in Venezia unendosi alla mensa del seminario alcuni benefici, accadde che restò vacante il priorato della Santissima Trinità dei teutonici posseduto per apostolica concessione da Pietro Lippomano chierico veneziano. Colsero con sollecitudine i rettori del seminario una così favorevole congiuntura, ed implorarono dal pontefice, che fosse assegnato alla fondazione e mantenimento del seminario il vacante priorato. Accolte furono con pienezza di affetto le istanze dei supplicanti dal Santo Padre, e fervorosamente operò col già rammemorato Massimiliano, acciocché per qualunque pretesa avesse egli come maestro provinciale dei teutonici nell’Italia si contentasse di un limitato sborso di soldo, cedendo il luogo interamente a favore dell’istituito seminario. Stabilita dunque la somma del prezzo in 14 mila ducati, furono questi poi puntualmente pagati, e restò il seminario nel pieno, e perpetuo dominio del priorato coi luoghi, e beni ad esso annessi. Ridotte poi le fabbriche nella disposizione opportuna per un seminario, entrarono ad abitarvi i chierici destinati, ed ivi continuarono la lor permanenza, finché un nuovo incontro li fece di nuovo ritornare alla prima loro abitazione nell’Isola di Murano.

Per l’erezione della nuova votiva chiesa di Santa Maria della Salute venne scelto il luogo della Santissima Trinità, ove trasportato si era il seminario patriarcale. Per un oggetto così nobile, ed interessante acconsentì il patriarca Tiepolo alla vendita, e dopo averne fissato il giusto prezzo, gettò egli stesso nel giorno primo di aprile dell’anno 1631 la prima pietra benedetta nei fondamenti. (1)

Visita della chiesa (1733)

Nel mese di dicembre del 1631, cessata la pestilenza, il Governo della Repubblica adempì immediatamente alla promessa. Per l’erezione del nuovo Tempio fu scelto il punto dove era chiesa e monastero della santissima Trinità che vennero demoliti in uno alla scuola che era al lato.

La scuola venne rifabbricata vicino alla Dogana, e venne chiamata Scuola Maggiore per essere a capo di tutte le Scuole della Dottrina Cristiana. (2)

In questa Scuola, trasferita dalla Chiesa, vi sono tredici quadri del Tintoretto intorno la Scuola; cioè; l’Eterno Padre, che crea il Mondo, La formazione di Adamo, ed Eva; la proibizione del pomo; Eva che tenta Adamo; l’uccisione di Caino, questi due, che sono i più distinti, e famosi per i bellissimi nudi ottimamente dipinti inventati, e disegnati, sono alle stampe del Lovisa, vi sono poi i quattro Evangelisti, due Apostoli, e l’Annunziata in due pezzi vicino all’Altare. Si vedono poi due quadri l’uno con la Coronazione della Madonna del Ponzone; l’altro con la Santissima Trinità, e vari Angeli del Malombra. Vi sono altri quattro quadri appartenenti alla Creazione del Mondo della scuola di Martin de Vos. La Madonna nell’Altare è della scuola dei Bellini. Due profeti sono del Ponzone, il quadro d’Antonello di Messina nella Sacristia più non si vede. Vi è ancora altro quadretto con Santissima del Tintoretto. (3)

(1) Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

(2) ANTONIO MARIA ZANETTI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della città di Venezia ossia Rinnovazione delle Ricche Miniere di Marco Boschini (Pietro Bassaglia al segno di Salamandra – Venezia 1733)

(3) MARCO BOSCHINI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della città di Venezia (Pietro Bassaglia – Venezia 1733)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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